Contributi al Reddito

Assistente sociale come può aiutarti. Contributi del Servizio Sociale

Le famiglie che si trovano in una situazione di grave difficoltà economica, da non poter far fronte alle spese essenziali possono richiedere un sostegno al Servizio Sociale, che provvederà a valutare la situazione e, quindi, a definire un progetto di assistenza comprensivo di un aiuto economico continuativo o straordinario. Pertanto rivolgetevi al proprio segretariato sociale del vostro Comune di appartenenza dove sarà possibile prendere un appuntamento con una assistente sociale e parlare della vostra situazione sociale ed economica.

Carta Acquisti

La Carta acquisti ordinaria è una carta di pagamento elettronica concessa a cittadini che si trovano in condizioni di disagio economico.

Reddito minimo

Cosa e’ il reddito minimo? il reddito minimo di inserimento è una forma di sostegno economico che, introdotta in forma sperimentale in alcuni comuni italiani come strettamente legata al reinserimento lavorativo. Si basa sul principio che tutte le persone e le famiglie hanno diritto ad un reddito minimo. Chi non raggiunge tale importo minimo, può richiedere un aiuto economico ad integrazione del proprio reddito, pari alla somma che manca per raggiungerlo.

La Legge 162 del 21 maggio 1998

Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 104, concernenti misure di sostegno in favore di persone con handicap grave

Con la Legge 162 del 21 maggio 1998 “Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 104, concernenti misure di sostegno in favore di persone con handicap grave”, lo Stato italiano ha compiuto un passo enorme nella legislazione nazionale affermando, in modo esplicito, il diritto delle persone disabili a gestire in prima persona i finanziamenti che vengono loro assegnati e i loro assistenti personali, cioè il diritto a vivere una vita indipendente. In particolare, la legge in esame è finaizzata a:

  • promuovere il diritto a una vita indi¬pendente delle persone con disabilità permanente e grave limitazione dell’autonomia personale e agevolare la loro piena integrazione nella famiglia, nella scuola, nella società;
  • prevenire e rimuovere le condizioni in¬validanti o che impediscono lo sviluppo della persona umana, perseguire il reucpero funzionale e sociale, superare stati di emarginazione e di esclusione sociale;
  • sostegno alla famiglia nel suo compito fondamentale di educazione e di cura, garantire così a tutti, cominciando dai bambini, il diritto vitale di vivere e crescere in famiglia, luogo naturale e sociale privilegiato per la crescita e lo sviluppo;
  • migliorare la qualità della vita della persona con disabilità e delle loro famiglie;
  • favorire l’inclusione sociale e la deistituzionalizzazione con riduzione drastica dei costi sociali, costi nettamente inferiori per gestire il servizio di aiuto alla persona confrontato con ogni tipo di istituzionalizzazione;
  • la creazione o il rafforzamento della rete dei servizi intorno alla persona e il col¬legamento fra essi (comunità, scuola, sanità, ecc.);
  • centralità e promozione della famiglia e di servizi “umanizzati”, con piani personalizza¬ti, che tengono conto delle caratteristiche e delle esigenze specifiche di ogni persona con disabilità, che prevedono anche la possibilità della “scelta” dell’operatore da parte dell’interessato e/o della sua famiglia.
  • I piani consistono in interventi socio-assistenziali quali assistenza domiciliare e assistenza educativa.

I soggetti interessati devono presentare apposita domanda al Comune di residenza che predispone il progetto con la parteci-pazione del disabile e dei suoi familiari. I piani personalizzati possono essere gestiti dal Comune con due modalità:

  • in forma diretta, fornendo direttamente il servizio ai beneficiari;
  • in forma indiretta, qualora il contratto con gli operatori che espletano il servizio sia stipulato dal beneficiario o dai familiari.