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ATTENZIONE!

Icontenuto di questa pagina è meramente informativo

Ci limitiamo a segnalare centri ospedalieri, medici, avvocati, ingegneri ed esperti nelle varie discipline senza la pretesa di essere esaustivi. L'elenco è stato compilato e viene aggiornato con i seguenti criteri:

  • I centri ospedalieri e gli ambulatori pubblici qui citati sono ricavati da fonti ufficiali (Gazzetta Ufficiale, Leggi Nazionali e Regionali, Delibere di Giunte Regionali, siti web delle Aziende ospedaliere) o sono segnalati da pazienti che ne hanno apprezzato il livello delle prestazioni fornite;
  • i medici, gli avvocati, gli ingegneri, gli agronomi, i chimici, i biologi e gli esperti nelle varie discipline sono inseriti a seguito di invio di curriculum e stipula di apposita convenzione con l'Associazione o su segnalazione di pazienti e clienti che hanno espresso giudizi di eccellenza e soddisfazione per le prestazioni e sempre dietro invio di curriculum da parte del professionista e stipula di apposita convenzione.

L'Associazione rimane estranea al rapporto professionale e contrattuale che nasce tra coloro che consultano questo sito web e le strutture ospedaliere, gli ambulatori ed i singoli professionisti e pertanto non assume alcuna responsabilità di nessun genere e tipo.

Indice (clicca sul link corrispondente)

 

Definizioni di sensibilità chimica multipla

 Nel 1987, Mark Cullen, MD, un professore americano di medicina ed epidemiologia ha stabilito sette criteri per la MCS(Cullen, MR 1987 Il lavoro con Sensibilità Chimica Multipla: una visione d'insieme. Medicina del Lavoro 2, 655-661, 1987)

  1. La malattia è acquisita in relazione ad una certa esposizione ambientale documentabile.
  2. I sintomi coinvolgono più di un sistema di organi
  3. I sintomi si ripresentano e diminuiscono in risposta a stimoli prevedibili
  4. I sintomi sono suscitati da esposizioni a sostanze chimiche di diverse classi strutturali e le modalità di azione tossicologici
  5. I sintomi sono suscitati da esposizioni che sono dimostrabili (anche se di basso livello)
  6. Le esposizioni che provocano isintomi devono essere molto bassi, per bassi  si intende molte deviazioni standard al di sotto  delle esposizioni "medie" note per causare reazioni umane negative
  7. Nessun singolo test ampiamente accettabile della funzione del sistema d'organo è in grado di spiegare i sintomi 

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Programma Internazionale sulla Sicurezza Chimica (IPCS) 

(Conclusioni e raccomandazioni di un workshop sulla Sensibilità Chimica Multipla (MCS) Regul. Tossicologia e Farmacologia 24, pp 188-189, 1996 );

Nel 1996, il IPCS ha tenuto una conferenza sulla Sensibilità Chimica Multipla (MCS) di Berlino. IPCS è costituito dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il Programma ambientale delle Nazioni Unite (UNEP) e l'Organizzazione delle Nazioni Unite del lavoro (OIL).

Alla conferenza esperti hanno raccomandato la modifica del nome Sensibilità Chimica Multipla di intolleranza ambientale idiopatica (IEI), perché il termine Sensibilità Chimica Multipla indica una relazione di causalità - che le sostanze chimiche causano i sintomi - che non è documentato.

Intolleranza Idiopatica Ambientale (IEI) è definito come:

  1. Un disturbo acquisito con molteplici sintomi ricorrenti
  2. Associato a diversi fattori ambientali tollerati dalla maggior parte delle persone
  3. Non è spiegato da qualsiasi disturbo medico o psichiatrico / psicologico noto

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Definizione ampliata di Lacour

(Lacour, M. et al Sindrome da Sensibilità Chimica Multipla (MCS) - suggerimenti per l'estensione degli Stati Uniti MCS -caso. Int Journal of Hygiene and Environmental Medicine 208, 141-151, 2005)

Nel 2005 Michael Lacour ed altri dalla Germania ha ampliato la definizione degli Stati Uniti dal 1999, (Mcs Consensus Conference 1999)

Secondo i criteri di consenso degli Stati Uniti, dovevano essere presenti:

  1. Una condizione cronica
  2. Con sintomi che ricorrono in modo riproducibile
  3. In diversi sistemi di organi
  4. In risposta a bassi livelli di esposizione e
  5. Per più sostanze chimiche non correlate e che
  6. Migliorano o si risolvono quando scatenanti vengono rimossi

Lacour ampliato questa definizione con i seguenti criteri:

  1. Durata di almeno 6 mesi, che causa notevole stile di vita o di menomazioni funzionali
  2. I sintomi del sistema nervoso centrale, in associazione con MCS auto-riferito
  3. Obbligatoria la presenza di sintomi del sistema nervoso centrale con almeno un sintomo di un altro sistema di organi

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 Definizione “Consensus Report “ di Chicago

In breve nel “Consensus Report “ di Chicago, USA, tenutosi nel 2001, la sensibilità chimica multipla (MCS), e’ stata definita come una malattia cronica, con sintomi ricorrenti, a carico di più organi ed apparati, e riproducibili in riposta alla esposizione a bassi livelli di sostanze chimiche, sostanze tra loro non correlate dal punto di vista molecolare a concentrazioni molto inferiori a quelle generalmente tollerate dalla popolazione generale. I sintomi vengono a cessare o si risolvono quando viene meno la esposizione alle sostanze chimiche in questione. La perdita di tolleranza indotta porta il paziente ad una ipersensibilità olfattiva amplificata verso profumi, odori naturali e verso tutti i composti di origine petrolchimica di uso comune nelle piu’ basse concentrazioni normalmente non percepibili dalla popolazione generale

(http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3836968/pdf/pone.0080567.pdf PLoS One novembre 2013 (8(11):e80567. doi: 10.1371/journal.pone.0080567) Azuma K, Uchiyama I, Takano H, Tanigawa M, Azuma M, Bamba I, Yoshikawa T. che fanno parte del Diparrimento di Medicina Ambientale e di Scienze del Comportamento, Facoltà di Medicina dell’Università di Kinki, Osakasayama, Osaka, Japan ; Laboratorio dell’Edificio Malato, Divisione della Ricerca di Base, Centro per la Ricerca medica Louis Pasteur, Kyoto, Giappone) (Central sensibilisering ved duft - og kemikalieoverfølsomhedForfatter:    Tran MT, Arendt-Nielsen L, Kupers R, Elberling J. Original titel:      Multiple chemical sensitivity: On the scent of central sensitization. Link til artiklen på PubMed (engelsk resumé) Tidskrift:  Int J Hyg Environ Health 2013 Mar;216(2):202-10. Epub 2012 Apr 8. År: 2013 Emne: Det centrale nervesystem)

Pur essendo il termine sensibilità chimica multipla (in breve MCS)  usato più comunemente, gli altri nomi utilizzati nella letteratura scientifica (vedi tabella 1) sono: "intolleranza agli xenobiotici ambientali” ( inserita nell'aggiornamento tedesco dell'International Code of Disease (IDC l0-GM), sotto il codice T 78.4.,)  oppure “malattia ecologica”(Ordaz Castillo, E. Marqués Marqués, F. Síndrome de Sensibilidad Química Múltiple sustancias químicas: Un problema ambiental emergente. Rev.Salud Ambient 2001;1(2):92-6)..

Nel 1987, quando M. Cullen etichettò questa sindrome come "Sensibilità Chimica Multipla (MCS)." Quest’autore usò il termine al plurale "Sensibilità Chimiche Multiple, SCM" proprio per evidenziare la molteplicità degli eventi, delle origini e dei processi coinvolti.(Cullen, MR 1987 Il lavoro con Sensibilità Chimica Multipla: una visione d'insieme. Medicina del Lavoro 2, 655-661, 1987).

TABELLA 1

Causa

Meccanismo

Effetto

Malattie indotte dai fattori ambientali

Malattia immunologica

Sensibilità chimica multipla (MCS)

 

Immunotossicità

 

Chimicamente indotta (o acquisita) hypersusceptibility

Disfunzione immunitaria

Sindrome di sensibilità chimica multipla

Sindrome da immunodeficienza chimicamente acquisita (AIDS chimica)

Disregolazione immunitaria

Sindrome da ipersensibilità chimica

 

Risposta odore condizionata

Allergia universale

Il problema petrolchimico

La paura / ansia

Malattia del 20 ° secolo

 

Messa malattia psicogena

Sindrome allergica totale

 

Vari disturbi psichiatrici

Allergia ambientale o malattia

 

 

Allergia cerebrale

 

 

Sindrome di disadattamento ambientale

 

 

Sensibilità alimentare e chimica

Pur essendoci definizioni differenti e visioni differenti da parte di Cullen e degli ecologisti clinici entrambi descrivono il paziente chimicamente sensibile in termini simili ( Miner e Ashford, "Allergia e Sensibilità Chimica Multipla (MCS) Distinguished" della presente relazione per una discussione di popolazioni sensibili.)

Il consenso internazionale (Multiple chemical sensitivity: a 1999 consensus. Arch Environ Helth. 1999; 54(3):147-9. Disponible in inglese su http://www.mcs-america.org/mcsconsensus.pdf o in italiano)  darebbe alla definizione iniziale di Cullen una nota clinica, tra cui il concetto di cronicità e il fattore terapeutico di evitamento.

Riferimenti e approfondimenti

  1. http://www.nap.edu/openbook.php?record_id=1988&page=47
  2. Sears ME. The medical perspective on environmental sensitivities. Canadian Human Rights Commission, 2007

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Evoluzione clinica della sensibilità chimica multipla

Uno studio USA del 1992, pubblicato dalla National Academy Press, documenta come la storia clinica della MCS procede attraverso quattro stadi:

STADIO 0 – TOLLERANZA: rappresentata l’abilità di un individuo di sopportare l’ambiente chimico circostante.

STADIO 1 – SENSIBILIZZAZIONE: o fase irritante, si verifica quando una persona èsottoposta ad una esposizione chimica acuta ad alte dosi o ad una esposizione cronica insidiosa. In genere, durante questa fase, i sintomi dei pazienti non sono ancora rilevabili clinicamente come conseguenza dell’esposizione alle sostanze chimiche. I disturbi, sfumati e aspecifici, possono includere dolore alle articolazioni e ai muscoli, cefalea, affaticamento (stanchezza cronica), rossore, prurito, nausea, tachicardia, asma, insufficiente circolazione periferica, etc.

STADIO 2 – INFIAMMAZIONE: l’esposizione chimica determina una infiammazione cronica dei tessuti che si evidenzia sotto forma d’artriti, vasculiti, dermatiti, asma non allergico, coliti, miositi, riniti, alterazioni della circolazione periferica. In questa fase sono presenti sintomi e segni obiettivi clinicamente rilevabili. La progressione avviene in seguito a nuove esposizioni in corso ma, se non si è ancora verificato il danno ai tessuti, il processo può essere invertito adottando condotte di evitamento chimico e specifiche cure di disintossicazione.

STADIO 3 – DETERIORAMENTO: l’infiammazione cronica causata dall’esposizione chimica produce danni tessutali, con lesioni al sistema nervoso centrale, ai reni, al fegato, ai polmoni, al sistema immunitario ecc. Questo livello è irreversibile: “Una volta che i tessuti sono danneggiati e la funzione dell’organo compromessa rimangono poche le speranze nella pratica medica corrente di invertire il processo”. Alcune delle comuni patologie che è possibile osservare in questo stadio sono il lupus, ischemie, cancro, autoimmunità, forme degenerative reumatiche, sclerosi multipla, porfiria.

A tali stadi clinici corrispondono, non in stretta correlazione, gradi d’inabilitità nei confronti dellecomuni mansioni quotidiane: lieve, medio, grave e disabilitante (CIIN 2001) .

La sindrome può evolvere secondo più modelli e alquanto diversificati tra loro(IntegrateDefense System Overlaps as a Disease Model: Whith Examples for Multiple Chemical Sensitivity, S.C. Rowat, Canada – pubblicato in: Reviews in Enviromental Health, 1998 Enviromental Health Perspectives 106, Supplemento 1, Febbraio 1998)

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Accenno sulle origini e storia della sensibilità chimica multipla

I primi casi di MCS sono stati osservati alla fine dell’Ottocento con l’arrivo dell’illuminazione a gas ricavata dal carbone. La prima descrizione risale al 1733 fatta dal dott. George Cheyne che l’ha denominata "Malattia Inglese", conosciuta come malattia: "I Vapori". 

1952 - Theron Randolph, un medico americano esperto di allergia e di immunologia, ha riferito che molti dei suoi pazienti avevano reagito negativamente alle sostanze chimiche del loro ambiente (Randolph, nel 1952, "Sensibilità al petrolio tra cui i suoi derivati e i suoi antecedenti"). 

1963 - Però solo nel 1963, Kailin e Brook nel loro studio "Reazione tossica sistemica ai contenitori del cibo in plastica morbida" hanno classificato per primi i pazienti come sofferenti di sensibilità chimiche multiple. Era anche la prima volta che uno studio era stato utilizzato per rimuovere qualsiasi dubbio che le persone fossero colpite da MCS.

1978 - Il Dr. William Rea inizia a dirigere la Clinica "The Enviromental Health Center di Dallas, Texas, che si è specializzata nella diagnosi e nel trattamento della Sensibilità Chimica Multipla ed è uno degli autori più eminenti sull’argomento. I suoi studi sono ricavati dall’osservazione di 30.000 pazienti presso il centro e di altri 100.000 provenienti da ogni parte del mondo, con 5.000 referenze scientifiche. 
1994 - La Commissione Europea ha sovvenzionato uno studio sull’esistenza e la natura della suddetta condizione in vari Stati membri: International Archives of occupational and Enviromental Health, Vol.68, pp 367-376. Nicholas A. Ashord – Claudia S. Miller . Low-level chemical sensitivity:current perspectives 1995

1994- Il primo ricercatore italiano Prof. Nicola Magnavita pubblica: La sensibilità multipla. Relazione al Congresso "Ambiente e malattie del sistema nervoso", - Roma 16-17 dicembre 1994, A&J, Roma, pag. 139-144.

1996 – Viene pubblicato il secondo studio italiano: Multiple Chemical Sensitivity: Clinical observations among an Occupational Health Clinic population in Italy.N. Magnavita - Comunicazione al Congresso Internazionale Indoor Air '96, Nagoya, July 21-26;

1997 – Vengono fatte delle INTERROGAZIONI SCRITTE da Hiltrud Breyer alla Commissione sul tema dei prodotti chimici velenosi negli alimenti. Le interrogazioni vertono sui seguenti argomenti: nella prima, esistenza di casi MCS nei paesi europei; se si erano registrati aumenti di allergie e di casi MCS; quali misure si adottano per le sostanze tossiche in commercio; informazioni su stanziamenti di ricerca e competenza, sempre relative alle suddette sostanze; l’impiego di un antiparassitario come il PERMETRIN, usato come agente chimico nella Guerra del Golfo, con cui si addiziona il luppolo; nella seconda interrogazione domande dettagliate sui finanziamenti di ricerca per le patologie create dalle sostanze chimiche; in chiusura si chiede quale paese europeo riconosce come menomazione gravissima la sensibilità alle sostanze chimiche, come avviene in America; nella terza interrogazione si trattano i problemi sanitari e la necessaria tutela ai danneggiati dalle sostanze chimiche, come trattamenti medici adeguati e chirurgici con specialisti qualificati, in ambienti e se esistono cliniche corrispondenti agli standard ambientali dell’Enviromental Health Center di Dallas (USA)..

Nel 1998 - seconda Edizione di Ashford e Miller, autori del manuale "Sensibilità alle sostanze chimiche” (ora in italiano Macro Edizioni pp. 422, €.24), basato su un ricerca commissionata da New Jersey Department of Health.. Hanno ricevuto il Premio Macedo dall’OMS, come consulenti governativi per la Sindrome del Golfo. 

1998 – A Boon, in Germania, viene presentato un protocollo diagnostico del dott. Gunnar Heuser, consulente governativo per la cosiddetta Sindrome del Golfo, patologia assimilabile alla MCS, che ha colpito i reduci della Prima Guerra del Golfo, dimostrando che i pazienti con sensibilità chimica presentano, all’esame spettrografico SPECT, lesioni neurologiche, nelle strutture profonde del cervello, diverse da quelle presentate da pazienti con altre patologie psichiatriche. Nel 2001 pubblicherà inoltre: "Definizione del danno chimico un protocollo diagnostico e profilo di civili chimicamente danneggiati, lavoratori dell’industria e veterani della Guerra del Golfo", con lo stesso editore Dr. Rosalie Bertell di International Perpectives on Public Health e Marion Odell per l’International Institute of Concern for Pubblic Health. 

1998 – Il Governatore JOHN G. ROWLAND del Connecticut indice la prima settimana per la consapevolezza della MCS nel mese di maggio. Da allora ogni anno alcuni governatori degli Stati Uniti indicono a maggio la settimana della proclamazione per la MCS. Tra i governatori impegnati per la MCS c’è lo stesso fratello del Presidente Bush, il Governatore della Florida, Jeb Bush.

1998 – Negli Usa si legifera la Legge the Americans With Disabilities Act ( ADA) che sotto i Titoli II e III trovano tutela i malati di Sensibilità Chimica Multipla.

1998 – Una organizzazione MCS Referal & Resource www.mcsrr.org pubblica un elenco dettagliato degli organismi che riconoscono la MCS negli USA. 

1999 - Viene pubblicato un consenso internazionale basato su uno studio multidisciplinare e sottoscritto da 89 clinici e ricercatori con vasta esperienza nel campo. Questo studio è stato pubblicato negli Archives di Environmental Health of, Vol. 54, No 3, pp 147-149, Maggio/Giugno 1999.http://www.heldref.org/aehmcs.php

1999 – Altri medici italiani pubblicano su casi di MCS: 
1) Multiple Chemical Sensitivity o Idiopathic Environmental Intolerances: una sindrome in cerca di collocazione eziopatogenetica C. CIPOLLA*, A. BELISARIO*, M. FERRANDINO*, G. AULETTI*, M. NOBILE**, G.B. RAFFI*** Dipartimento di Medicina Clinica e Biotecnologia Applicata "D. Campanacci", Pol. "S. Orsola-Malpighi", Bologna;

2) M. Valsiglio 1, F.Bulgarelli 1, A.Belisario 2, C.Cipolla 2 – Multiple chemical Sensitivity e idiopathic Enviromental Intollerances: Descrizione di due casi clinici e necessità di un protocollo di indagine - Giorn. It Allergol Immunol Clin 1999; 9:112-115 Ital J Allergy Clin Immunol.

1999 – In Gran Bretagna, una rivista importante di Gravelling e altri, 1999, e una Monografia della Società Britannica di Allergia, Medicina Nutrizionale e Ambientale, 2001, forniscono le prove sostanziali per il riconoscimento della MCS quale malattia organica che può essere diagnosticata e trattata efficacemente. 

2001 - In Germania la MCS è stata inclusa nella Classificazione Internazionale delle Malattie dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), ICI-10, sotto il codice T 78.4, "allergia non specificata".

2001 – In importante pubblicazione ministeriale, accordo 27.09.01 tra il Ministro della Salute, Regione e le provincie autonome: "Le linee Guida della salute negli ambienti Indoor", in cui viene riportata la Sensibilità Chimica Multipla: "…sindrome caratterizzata da reazioni di intolleranza dell'organismo ad agenti chimici ed ambientali presenti singolarmente o in combinazione, a concentrazioni generalmente tollerate dalla maggioranza dei soggetti" . 

2001- La ricercatrice americana, dott.ssa Grace Ziem, in uno studio presentato al convegno MCS a Santa Fe negli USA, ha elencato una serie di analisi per la definizione della sensibilità chimica e ha dimostrato miglioramenti a questi test del sangue con trattamenti specifici, ormai usati non solo negli Usa, ma anche in Germania: soprattutto controllo delle esposizioni chimiche ambientali, ma anche integrazione alimentare, saunaterapia, camera iperbarica specifica per MCS, ossigeno terapeutico, evidenziando che la MCS comporta danni multiorgano: neurologici, respiratori, immunitari, digestivi, epatici, metabolici (soprattutto danno al metabolismo delle porfirine, del glutatione, della metabolizzazione degli amminoacidi), ecc. 

2002 – Il consigliere comunale (FI) Massimo Masotti (specialista in Ematologia ed Igiene e Medicina Preventiva), presenta la prima interrogazione al Sindaco di Ferrara e al Ministro della Salute in favore della MCS.
Nel 2002 si è concluso lo studio multi-centrico sulla Sensibilità Chimica Multipla (MCS) che l’Autorità Federale per la Protezione dell’Ambiente della Germania ha incaricato di svolgere all’Istituto Robert Kock. Lo studio definisce questi malati pazienti gravissimi a causa della MCS. La gravità di questa malattia viene superata solo da poche patologie. Il resto dello studio dichiara di non associare la MCS a nessun quadro clinico psichico, psicosomatico e forme somatiche, come è accaduto solitamente nel passato.

2002 - Un gruppo di ricercatori tedeschi W.R. Mayer, F. Bartram e W.P. Bieger del laboratorio Bieger di Monaco hanno dimostrato, con un test specifico del sangue di immuno-tolleranza (ITT), che la MCS si configura come stato di infiammazione cronica.

2003 - Nella ricerca "The Prevalence, Symptomology, and Etiology of Multiple Chemical Sensitivities in a Population Sample from the Southeastern United States," by Stanley M. Caress, Ph.D., State University of West Georgia; Anne C. Steinemann, Ph.D. and Caitlin Waddick, Ph.D candidate, Georgia Institute of Technology, pubblicata dal National Institute for Environmental Health Sciences’s Environmental Health Perspectives si dichiara plausibile che le esposizioni ad agenti tossici possano danneggiare le funzioni del cervello relative all'umore e alle emozioni. Se si comparano questi valori con i dati e l'incidenza delle problematiche mentali e psichiatriche nel resto della popolazione, si può dedurre che le persone colpite dalla Sensibilità Chimica Multipla sono per la maggior parte individui sani ed equilibrati dal punto di vista mentale, e anche quando la malattia irrompe nella loro vita, sovvertendola e drasticamente impoverendola, i due terzi rimangono persone integre e lucide. 

2003 – La MCS nelle Università italiane. Tesi di specializzazione: 1) Valutazione di casi riferibili alla sindrome da sensibilità chimica multipla – Università di Milano Facoltà di Medicina e Chirurgia, Medicina del Lavoro; relatore prof. Vito Foà, correlatore prof. Carrer, tesi di specializzazione della Dott.ssa Barbara Scorsetti (2001-2002); 
2) Multiple Chemical Sensitivity (MCS) Dati di letteratura e descrizione di alcuni casi sospetti in lavoratori – Università di Modena e Reggio Emilia – Facoltà di Medicina e Chirurgia – Medicina del Lavoro, direttore Prof. Giuliano Franco, relatore Prof. Fabriziomaria Gobba – tesi del dott. Cristiano Borsari (2003); 

2004 – il 7 luglio l’On. Massimo Grillo (UDC) ha presentato un Question Time per l’inserimento della MCS nell’elenco delle malattie rare. Nel marzo 2004 l’On. Augusto Battaglia (DS) ha presentato un’interpellanza a risposta scritta sull’emergenza sanitaria MCS. A livello regionale e comunale italiano ci sono state molte mozioni e interpellanze e una proposta di legge per la MCS del Consigliere della Regione Lazio On. Angelo Monelli (Verdi). In particolare il 30 giugno è stata presentata al Consiglio Regionale della Lombardia una mozione urgente per il riconoscimento dell’MCS in questa regione dal Dr. Galli del Gruppo Consigliare Lega Nord della Lombardia.

2004 - 13 ottobre – Da una lettera inviata dal Ministro Girolamo Sirchia al On. Massimo Grillo: "In sede parlamentare, nel chiarire che la proposta d’aggiornamento dell’elenco delle malattie rare rientra nelle competenze del Gruppo tecnico interregionale permanente, attivo nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni, si è assicurato che "l’inserimento della patologia in questione (MCS) sarà oggetto di esame da parte di questo Gruppo in una delle prossime sedute". 
L’Istituto Superiore di Sanità, con nota del 16 settembre 2004, ha confermato di aver inscritto la patologia menzionata tra quelle da sottoporre alla valutazione del Gruppo per l’eventuale inserimento nell’allegato 1 del DM 279/2001."
2004 - 15 Ottobre dagli atti del convegno ISS sul Focus per la Sensibilità Chimica Multipla, diapositive del Prof. Alessio della Medicina del Lavoro di Brescia: "La MCS patologia acquisita segnalata da almeno 15 anni ed in maniera crescente sia su siti internet che su riviste scientifiche (Environ Health Perspect, 1005, special issue, 1997; Occupational Med: State of the Art Reviews, 15, 3, 2000)". "La Problematica MCS va affrontata indipendentemente dalla sua estensione, che è comunque verosimilmente in aumento, per consentire la prevenzione della progressione agli stadi più compromessi e per favorire una corretta informazione, non eccessivamente allarmante." 

2004 – 3 dicembre - La Dott.ssa Maria Grazia di Loreto, Dipartimento Salute dell’Associazione Dossetti, ha stimato in almeno 4.000 i malati italiani di MCS durante il convegno tenutosi alla Camera dei Deputati il 3 dicembre 2004 "MALATTIE RARE….SIAMO RARI, MA TANTI". Nel corso dell’evento si è molto dibattuto della MCS, in particolare per un emendamento nel progetto di legge malattie rare in discussione al Senato. 

2004 - Altre interrogazioni da onorevoli e deputati, come Cesare Campa (FI, 29.09.04) e Angelo Santori (FI, 03.11.04), un’interpellanza dell’On. Mario Lettieri (Margherita, 01.10.04) e l’ultima interrogazione del Sen. Lucio Zappacosta (AN, 23.11.04). La Senatrice Laura Bianconi e On. Campa (FI) hanno scritto personalmente al Ministro della Salute nel settembre scorso. Come molti altri parlamentari si sono attivati in risposta a innumerevoli lettere ed email pervenute da numerose cittadini e malati. Tra i tanti: On. Catanoso e Conti (AN); On. Sasso, On. Labate, e On. Albonetti (DS); On. Paniz (FI), Sen. Carella e Turroni, On. Boato (Verdi); Senatrice Baiodossi (Margherita). I consiglieri comunali di Ferrara, Massimo Masotti (FI) e Mauro Malaguti (AN), hanno presentato due distinti interpellanze per chiedere un’adeguata assistenza sociale e sanitaria, l’istituzione di centri di osservazione, cura e formazione adeguati mentre il consigliere Vittorio Lodi (AN) ha fatto lo stesso in Regione Emilia-Romagna. Poi la proposta di mozione nella Provincia di Trento da parte del consigliere Pino Morandini (UDC).
Un numero sempre crescente di Province e Comuni hanno approvato mozioni in favore della MCS e del suo riconoscimento come il Consiglio Provinciale di Forlì-Cesena, Rimini, Cesena, i Consigli Comunali di Cesenatico, Bertinoro, Faenza (RA), Castelbolognese (RA), Paderno Dugnano (MI), Santa Ninfa, Ghibellina e Marsala (TP), Mazzara del Vallo (TP), San Martino in Rio (RE), Solarolo (Ra), Brisighella (RA), Bagnacavallo (Ra), Argelato (Bo).

6/07/2004- nella seduta n.485 A: MINISTERO DELLA SALUTE)   Numero di Protocollo: Interrogazione a risposta immediata n. 3-0354113 OTTOBRE 2004

01/10/2004 - Seduta di annuncio 519 del Firmatari Primo firmatario: LETTIERI MARIO  Gruppo: MARGHERITA, DL-L'ULIVO

03/11/2004 Seduta di annuncio 538  Gruppo: FORZA ITALIA

23 /11/2004 Interrogazione a risposta scritta 4-07737 presentata da LUCIO ZAPPACOSTA nella seduta n.701 Gruppo ALLEANZA NAZIONALE

2007 On. Cesare Campa e altri
http://www.camera.it/_dati/lavori/stampati/pdf/15PDL0035890.pdf; On. Pier Paolo Cento e altri http://www.camera.it/_dati/leg15/lavori/stampati/pdf/15PDL0002271.pdf

IL 17 SETTEMBRE 2008 disegno n. 1019 firmatari DELLA SETA, ADRAGNA, AMATI, ARMATO, CHIAROMONTE, CHITI, DE LUCA, DEL VECCHIO, DI GIOVAN PAOLO,Mariapia GARAVAGLIA, GUSTAVINO, LEGNINI, LUMIA, Ignazio RobertoMaria MARINO, MAZZUCONI, MONGIELLO, SANTINI, SARO, SERRA,SOLIANI, THALER AUSSERHOFER, VITA e FERRANTE

28 ottobre 2008 disegno n. N. 1165 Senatori POLI BORTONE e COSTA

2008 Sia alla Camera che al Senato ci sono proposte per dare risposte globali ai soggetti chimicamente sensibili. On. Annagrazia CALABRIA Testo completo
http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stampati/pdf/16PDL0011860.pdf; On. Silvana MURA  Testo completo http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stampati/pdf/16PDL0014490.pdf;
BERNARDO Maurizio Disposizioni in favore dei soggetti affetti da sensibilità chimica multipla (MCS) ( 1667 ) presentata il 18 settembre 2008: Sen. Roberto DELLA SETA 
Disposizioni in favore dei soggetti affetti da sensibilità chimica multipla 
10 novembre 2008:  assegnato (non ancora iniziato l'esame) 
Cofirmatari; Benedetto Adragna (PD), Silvana Amati (PD), Teresa Armato (PD), Franca Chiaromonte (PD), Vannino Chiti (PD), Vincenzo De Luca, Mauro Del Vecchio, Roberto Di Giovan Paolo (PD), Mariapia Garavaglia, Claudio Gustavino (PD), Giuseppe Lumia (PD), Ignazio Marino, Daniela Mazzuconi, Colomba Mongiello, Giacomo Santini (PdL), Giuseppe Saro (PdL), Achille Serra (PD), Albertina Soliani (PD), Helga Thaler Ausserhofer (UDC-SVP-Aut), Vincenzo Maria Vita (PD)
Presentato in data 17 settembre 2008
http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/32307.htm; Sen. Adriana Poli Bortone (PdL) 
Cofirmatari: Rosario Giorgio Costa (PdL) 
Presentato in data 28 ottobre 2008; annunciato nella seduta ant. n. 80 del 29 ottobre 2008. 
http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/32633.htm

3 dicembre 2009 disegno di legge n. 1922 Alberto Balboni (PdL) Cofirmatari Maurizio Gasparri (PdL) , Oreste Tofani (PdL) , Laura Bianconi (PdL) , Luigi D'Ambrosio Lettieri (PdL) , Domenico Gramazio (PdL) , Piergiorgio Massidda (PdL) , Maria Rizzotti (PdL) , Enzo Giorgio Ghigo (PdL) , Michele Saccomanno (PdL) , Ulisse Di Giacomo (PdL) , Antonio Tomassini (PdL) , Raffaele Calabro' (PdL) , Stefano De Lillo (PdL) , Cesare Cursi (PdL)

il 3 marzo 2010 Disegno di legge 2055 Firmatari:  Lannutti, Belisario, Giambrone, Mascitelli, Carlino, De Toni, Caforio, Pardi e Di Nardo

29/02/2012 Primo firmatario: SBROLLINI DANIELA seduta n.595 L'onorevole Barbato chiede ai Ministri della Salute, del Lavoro e degli Affari esteri, in relazione al caso di Daniela Vitolo, una donna di Angri (SA) affetta da sensibilità chimica multipla, attualmente ricoverata a Campi Salentina (Lecce) presso «IMID Unit» (presidio ospedaliero San Pio di Pietralcina di Campi Salentina), sotto la direzione del dottor Mauro Minelli http://parlamentosalute.osservatorioistituzioni.it/articles/17914-interrogazione-4-18955-donna-affetta-da-sensibilita-chimica-multipla

26 novembre 2012. Antonella Zarantonello responsabile Prc Fds Vicenza sociale sanità  disabilità, Maurizio Bisollo Segreteria provinciale Prc Fds Vicenza -  Si apprende con rammarico che nella seduta del Consiglio Regionale Veneto del  26 novembre è stata bocciata la proposta per il riconoscimento della  M.C.S. (malattia da sensibilità chimica multipla)

 Roma, 18 ottobre 2012. È stato approvato l’ordine del giorno di Daniela Sbrollini (Pd) sul riconoscimento delle malattie della Sensibilità Chimica Multipla. L’odg in questione si colloca all’interno del decreto Balduzzi su cui il governo ha posto la fiducia. La deputata esprime la sua soddisfazione per il risultato raggiunto: «Si apre così la strada al percorso giuridico di riconoscimento di queste patologie. Con l’approvazione del mio odg, il Ministro Balduzzi si impegna ad aggiornare l’elenco dei LEA, inserendovi anche le MCS

20/11/2014. ATTO CAMER INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/04093 Dati di presentazione dell'atto Legislatura: 17 Seduta di annuncio: 335 del 20/11/2014 Primo firmatario: CAPONE SALVATORE Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 20/11/2014 Destinari MINISTERO DELLA SALUTE

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA SALUTE delegato in data 20/11/2014 Stato iter: CONCLUSO il 04/02/2015 Risposta scritta pubblicata Mercoledì 4 febbraio 2015
nell'allegato al bollettino in Commissione XII (Affari sociali) Approfondimento su
504093 http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.asp?highLight=0&idAtto=27976&stile=7    

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Differenza tra allergia e sensibilità:

dott.ssa Grace Ziem DR.P.H.

http://www.mcsbeaconofhope.com/drziemalrg.html

Le allergie sono state definite dai medici come reazioni ad alcune sostanze attraverso la formazione di anticorpi ad azione rapida, noti come IgE, ovvero immunoglobuline E.

Individui che manifestano allergie verso sostanze come muffe, pollini, piume o polvere, hanno spesso questo tipo di reazione. Le muffe, infatti, rilasciano composti volatili organici, che sono simili a quelli presenti negli edifici malati, e tali situazioni ambientali possono anche causare reazioni a muffe che non sono ciò che i medici descrivono come una vera allergia. Le muffe possono rilasciare micotossine, che causano una reazione di tipo tossico, che non è un’allergia. Un individuo può reagire, ovviamente, alle muffe con una combinazione di questi tipi di reazioni.

Ci sono anche certe sostanze chimiche che inducono alla produzione di anticorpi IgE e, infatti, queste sostanze sono considerate allergeni chimici. Esempi di questo tipo comprendono formaldeide, isocianati e un numero limitato di sostanze chimiche. La formaldeide e gli isocianati sono anche sostanze fortemente irritanti e possono irritare il tratto respiratorio senza una vera reazione allergica, cioè senza la produzione di IgE. Gli anticorpi IgE si formano in modo caratteristico in risposta ad una particolare sostanza o gruppo di sostanze. Per esempio, ci sono gli isocianati che hanno una struttura chimica simile. Una persona che ha sviluppato anticorpi IgE verso un isocianato può anche avere una reazione con IgE verso altri isocianati.

Tuttavia, molte sostanze chimiche non coinvolgono la produzione di IgE e, perciò, non sono strettamente un’allergia. Individui che sono diventati malati cronici, o che hanno sintomi frequenti in presenza di vari inquinanti chimici, spesso mostrano una maggiore infiammazione delle vie respiratorie.

Le sostanze chimiche irritanti possono esacerbare tale infiammazione, causando una reazione con vari sintomi, che non è un’allergia perché non comporta la produzione di anticorpi. Questo non rende tale reazione meno seria o meno reale, ma significa semplicemente che il corpo reagisce in un modo diverso. Virtualmente tutte le sostanze petrolchimiche sono irritanti. Ci sono anche altre sostanze chimiche, non derivate dal petrolio o dal carbone, che sono irritanti. Esempi di questo tipo sono il cloro, i prodotti contenenti cloro e l’ammoniaca.

Bisogna ricordare che non c’è alcuna barriera tra il naso e il cervello. Poiché il nervo olfattivo, responsabile della individuazione degli odori, è di fatto una estensione diretta del cervello, con delle diramazioni che terminano sulla superficie interna del naso.

*Diversi studi hanno documentato che le sostanze chimiche e persino i metalli tossici sono in grado di entrare nel cervello, passando lungo il nervo olfattivo. Perciò, il concetto secondo il quale la barriera emato-encefalica aiuta a limitare l’ingresso delle sostanze nel cervello, non si applica quando le sostanze chimiche sono respirate attraverso il naso. Questa è una delle ragioni per cui le reazioni avvengono così rapidamente.

Ci sono altri modi in cui una persona reagisce alle sostanze chimiche. Il sistema detossificante può essere danneggiato, talvolta su base genetica, ma più spesso a causa di esposizioni tossiche passate, l’individuo può avere più difficoltà a disintossicarsi. Questo può produrre in tali soggetti reazioni a dosi che non rappresenterebbero un problema per persone con sistemi normali di disintossicazione.

Bisogna ricordare, inoltre, che la maggior parte dei principi farmaceutici derivano da sostanze petrolchimiche, che devono essere disintossicati dal corpo, usando i sistemi di metabolizzazione. Perciò, un individuo con un danno a tali sistemi può avere più difficoltà a tollerare i farmaci, specialmente quelli che impiegano un percorso di metabolizzazione danneggiato (per esempio, a causa di una esposizione chimica passata di rilevante entità).

L’esposizione tossica a certe sostanze chimiche può causare una reazione immunitaria ritardata, che non è un’allergia perché non coinvolge le IgE, ma coinvolge comunque il sistema immunitario. Questo è un altro meccanismo della intolleranza chimica, che è documentato scientificamente: il processo di sensibilizzazione che coinvolge il cervello, definito “sensibilizzazione neuronale”. Questa rende il cervello più suscettibile alle esposizioni tossiche. Alcuni individui possono anche avere alterazioni cerebrali, definite dagli scienziati come kindling (progressiva facilitazione della corteccia alla soglia convulsiva) o quasi kindling. Queste comportano una risposta con convulsioni o con un’attività simile a convulsioni, successivamente ad un’esposizione a sostanze chimiche.

É stato anche dimostrato che gli individui che hanno avuto una esposizione tossica possono avere un afflusso di sangue ridotto a livello cerebrale. In questi casi si può sviluppare una difficoltà cronica nello svolgere attività pesanti, nella memoria, nella concentrazione e in altre funzioni cerebrali. Studi di provocazione hanno dimostrato che individui di questo tipo hanno un significativo ulteriore calo del flusso del sangue al cervello, quando subiscono modeste esposizioni, come l’inalazione di un profumo, di un deodorante ambientale o di altre sostanze che sono note, storicamente, per rendere malati individui con intolleranze chimiche, talvolta definiti come ipersensibili alle sostanze chimiche.

Il meccanismo della intolleranza chimica può causare reazioni relativamente rapide a inquinanti, talvolta solo reazioni ritardate e spesso reazioni con certi sintomi che si presentano immediatamente ed altri che si sviluppano tardivamente. Per esempio, un individuo può avere, come sintomi immediati, un mal di testa e/o un’irritazione del naso, della gola, o dei polmoni. Tale infiammazione può poi determinare il rilascio nel sangue di sostanze responsabili dell’aumento della stanchezza e del dolore, che sono spesso gli effetti più ritardati di un’esposizione. É importante che si comprenda che le intolleranze chimiche sono un problema medico reale, che è stato validato da una quantità significativa di studi scientifici e ricerche.

Numerosi studi confermano che la riduzione delle esposizioni ambientali (che includono abbandonare l’area quando si presentano i sintomi, ma non solo questo) è importante per un benessere di lungo periodo. Ci sono quattro studi nella letteratura medica che confermano che la riduzione per un lungo periodo delle esposizioni è un fattore essenziale nella cura di pazienti che hanno sviluppato la sensibilità chimica.

Il dottor Michael Lax (1), un esperto di medicina occupazionale, ha riportato che i suoi pazienti che seguivano i controlli ambientali stavano molto meglio di quelli che non ne seguivano di adeguati.

Un sondaggio dell’Università DePaul (2) su 305 persone chimicamente sensibili, ha scoperto che queste avevano un grandissimo beneficio dai controlli ambientali e dalla riduzione delle esposizioni, piuttosto che da qualsiasi altra forma di trattamento. Ha scoperto, poi, che l’uso di tranquillanti era meno efficace della meditazione e della preghiera.

Il terzo studio, condotto dal dottor Leonard Jason, ha evidenziato che individui chimicamente sensibili, che vivevano in abitazioni relativamente non tossiche, avevano una migliore salute a lungo termine di quelli che non avevano adeguati controlli ambientali nelle loro case. Ciò avviene, perché, una volta che si è sviluppata la sensibilità chimica, questa può essere esacerbata da esposizioni sul lavoro, a casa o altrove.

Un quarto studio su 206 partecipanti chimicamente ipersensibili, della dott.ssa Miller e colleghi (4), ha scoperto che la riduzione delle esposizioni alle sostanze chimiche era di giovamento per il 71% del campione; mentre solo il 17% dei pazienti che si erano sottoposti a trattamenti/servizi psicologici e psichiatrici li hanno trovati di grandi aiuto.

La dottoressa Grace Ziem laureata con un Master in Salute Pubblica alla Johns Hopkins University (1971) e con un Master in Scienza e Dottorato di Salute Pubblica alla Harvard University (1975), si occupa da quasi 40 anni di tossicologia, medicina del lavoro, igiene industriale, epidemiologia ambientale e del lavoro. Ha insegnato medicina alla University of Maryland , School of Medicine e politiche dei salute ambientale alla Johns Hopkins Scholl of Public Health. E’ stata consulente per l’OSHA del Maryland, per il Dipartimento di Salute dello Stato del New Jersey, per il Dipartimento dell’Ambiente del Maryland, per l’OMS, per il Congresso degli Stati Uniti, per l’Accademia Nazionale delle Scienze, per l’Agenzia di Protezione Ambientale (EPA), per l’Agenzia del Registro delle Sostanze Tossiche e delle Malattie, per il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, per il Dipartimento dei Servizi Sanitari dello Stato della California, per l’Associazione Americana di Malattie Polmonari e per altre Agenzie. Maggiori informazioni sul suo sitohttp://www.chemicalinjury.net

Bibliografia

  1. MB Lax, PK Hennemberg, “Patients with Multiple Chemical Sensitivities in an Occupational Health Clinic: Presentation and followup”, Arch. Env. Health 50:425-431, 1995.
  2. Treatament efficacy, a survey of 305 MCS patients, “The CFIDS chronicle Winter”, 1996, pp. 52-53.
  3. T.H. Davis, L.A. Jason, and M.A. Danghart, “The effect of Housing on Individuals With Multiple Chemical Sensitivities”, Arch. Environ. Health, 50:425-431, 1995.
  4. C.S. Miller “Multiple chemical sensitivity Syndrome”, J. Occup. Env. Med. 37: 1323, 1995.

*Diversi studi hanno documentato che le sostanze chimiche e persino i metalli tossici sono in grado di entrare nel cervello, passando lungo il nervo olfattivo.(Comparative Nasal Structure, Function And Toxicology: Implications For The Risk Of Direct Transport Of Inhaled Xenobiotics To The Brain. Harkema JR Toxicol Sci 2006).Dal punto di vista evolutivo, l’olfatto è considerato il più antico dei cinque sensil’elaborazione degli stimoli olfattivi avviene nelle stesse aree cerebrali che  presiedono alle emozioni ed alla memoria.  I neuroni potrebbero costituire una via attraverso la quale gli xenobiotici possono raggiungere il cervello: nei roditori, dopo inalazione di polveri o fumi metallici  contenente cobalto, si è visto un accumulo di metallo nel bulbo olfattivo e una piccola parte nella corteccia olfattoria (A. Peters B Veronesi translocation and potential neurological effect of fine e  ultrafibne particles ; Ghantous H Dencker L Gabrielsson J Danielsson BRG Bergman K Accumulation and Turnover of Metabolites of Toluene and Xylene in  Nasal Mucosa and Olfactory Bulb in the Mouse Pharmacology and Toxicology, 1990 ; Henriksson J Tialve H uptake of cobalt from the nasal mucosa into the brain via olfactory pathways in rats Toxicol Lett. 2003 ).L’istillazione intranasale di ultrafine carbon black determina nel cervello, bulbo olfattivo di ratti, una induzione di citochine , chemiochine proinfiammatorie (IL 1B TNF alfa , fattori chemiotassi ,inducenti interferone gamma ) e una modulazione di Neurotrasmettitori.(Tin-Tin-Win- Shwe, Shoji Yamamoto, Brain cytokine and chemokine mRNA expression in mice induced by intranasal instillation with ultrafine carbon black Toxicology Letters, May 2006i). Perciò, il concetto secondo il quale la barriera emato-encefalica aiuta a limitare l’ingresso delle sostanze nel cervello, non si applica quando le sostanze chimiche sono respirate attraverso il naso. Questa è una delle ragioni per cui le reazioni avvengono così rapidamente

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 Distinzione fra allergia e sensibilità chimica multipla:

Claudia S. Miller e Nicholas A. Ashford  (Fonte  http://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK234794/)

Quando von Pirquet ha coniato il termine "allergia" nel 1906, ha definito come "la reattività alterata". Così la parola "allergia", come originariamente concepito comprendeva sia l'immunità e ipersensibilità. Nel 1925 allergologi europei hanno influenzato i loro colleghi americani di ridefinire '' allergia "nel contesto di anticorpi e antigeni, escludendo di fatto ipersensibilità su qualsiasi altra base.

Quarant'anni fa, Theron Randolph, un allergologo di formazione classica, ha osservato che una commessa di cosmetici con rinite, asma, mal di testa, stanchezza, irritabilità, depressione, marcata fluttuazione di peso e intermittente perdita di coscienza episodica aveva sviluppato i sintomi dopo l'esposizione al gas , petrolio, carbone e dei prodotti di combustione (Randolph, 1987, pp. 73-76). Randolph sviluppò una manovra diagnostico-terapeutica che consisteva di rimuovere il paziente dalla presunta esposizione ambientale e successivamente reintroduceva i singoli elementi dell'ambiente, una alla volta, nel rispetto delle variazioni delle condizioni del paziente (Randolph, 1960). Cio che ha osservato nei suoi pazienti sembrava essere una sorta di ipersensibilità, non era allergia.Successivamente, Randolph e altri medici noti come ecologisti clinici pubblicarono descrizioni cliniche dei pazienti con disturbi, tra cui spesso disturbi neurocognitivi, innescati da una grande varietà di esposizioni chimiche, ma soprattutto esposizioni petrolchimiche, e spesso concomitanti con intolleranze a alimenti e farmaci.. Queste descrizioni cliniche hanno sorprendente somiglianza con pazienti con MCS di oggi, molti dei quali non hanno mai sentito parlare di ecologia clinica.

Una revisione della letteratura sulla esposizione a bassi livelli di sostanze chimiche rivela quattro gruppi di persone tra cui sono stati riportati gli individui con reattività accentuata (Ashford, N. A. and Miller, C. S. 1991. Chemical Exposures: Low Levels and High Stakes. New York: Van Nostrand Reinhold.)

  1. Lavoratori dell'industria
  2. Gli occupanti di "edifici stretti", tra cui impiegati e scolaresche
  3. Residenti di comunità la cui aria o acqua è stata contaminata da sostanze chimiche
  4. gli individui che hanno avuto esposizioni personali e unici a varie sostanze chimiche in aria, pesticidi, farmaci e prodotti interni nazionali di consumo

Ulteriori approfondimenti:American Academy of Allergy, Asthma, and Immunology. Intolleranze ambientali idiopatiche J Allergy Clin Immunol 1999 ;103 : 36 -40.

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Classificazione internazionale della sensibilità chimica multipla

Germania. La MCS è codificata con il Codice Orphanet: ORPHA47637 e il Codice OMS ICD 10 J 68.9 La Germania ha incluso il termine Sensibilità Chimica Multipla nell'Indice Alfabetico come  "Intolleranza agli xenotbiotici ambientali"; inserita nell'aggiornamento tedesco dell'International Code of Disease (IDC l0-GM), sotto il codice T 78.4.,"allergia non specificata". Ciò significa che quando si esegue una ricerca per il codice 78.4, il risultato non indicherà solo le MCS, ma anche allergie, reazioni d’ipersensibilità comprese in questo codice.  La Germania inoltre ha evidenziato con un documento che la MCS e le patologie correlate come la fibromialgia e la ME/CFS debbano essere inserite nei codici ICD10, infatti ha riconosciuto le stesse tramite un documento inserendole con  gli stessi codici utilizzati dall’ OMS ( siti di approfondimento per  la classificiazione ICD10 tedesca su www.dimdi.de);

Austria:*  l’Austria oggi classifica la Sensibilità Chimica/Sensibilità Chimica Multipla (MCS) come una patologia organica con il codice T78.4 dell’ICD-10 (Codice Internazionale delle Malattie). La notizia arriva da una lettera recente del Dipartimento della Salute del Governo dell’Austria Lettera datata 24 Giugno 2009 lettera (tradotta anche  in italiano) riguardante la “Sensibilità Chimica/Sensibilità Chimica Multipla (MCS) (T78.4)”, il Dipartimento della Salute del Governo dell’Austria ha dichiarato che:“In risposta alla Sua lettera datata 4/14/2009 indirizzata al Ministro della Salute Sig. Stoerger, La informiamo che il Codice WHO ICD-10 modificato per la Germania dal DIMDI è usato anche in Austria.” Anche in Austria la MCS non è una malattia psicologica. Bisogna sottolineare che l’Istituto Tedesco per la Documentazione e la Informazione Medica (DIMDI) dichiara esplicitamente che non c’è un’assegnazione della MCS al Capitolo 5 (Disturbi Mentali e comportamentali) del codice ICD-10-GM. Il dibattito sulla MCS come malattia mentale è, perciò, finito. In Germania i medici che si occupano di documentazione delle diagnosi e le amministrazioni degli ospedali lavorano in base alla Legge per la Sicurezza Sociale V, che stabilisce di effettuare le diagnosi secondo l’elenco sistematico ICD-10-GM. In questo senso la classificazione ICD-10 è legalmente vincolante. Il Dipartimento della Salute del Governo dell’Austria riferisce anche nella lettera che la MCS è riconosciuta in Austria come una malattia fisica perché anche in questo paese le viene assegnato il codice T78.4 nell’ICD-10. (Bundesministerium für Gesundheit, Chemikalien-Sensitivität / MCS – Multiple Chemical Sensitivity (ICD-10 T78.4), 24.06.2008, Wien, Österreich. DIMDI Schreiben an CSN, MCS ICD-10, 04.09.2008 DIMDI Schreiben, 04.09)

Approfondimenti

Spagna, si utilizza l’ICD-9-CM (Clinical Modification CIE9) per aggregare i dati provenienti da tutti i servizi sanitari che compongono il SSN. Per un approfondimento della classificazione internazionale della MCS e in Spagna è possibile visionare i seguenti documenti: informe-SQM-2014-Autora-MJoséMoya, SISS.  e al livello scientifico La linea guida di consenso spagnolo  per la mcs in lingua originale e tradotta in italiano.

Finlandia:* la Sensibilità ambientale In Finlandia è stata riconosciuta con il codice ICD-10 Classificazione delle malattie titolo R68.81: continuo o ripetuto eccezionale sensibilità ambientale degli agenti convenzionali”(approfondimento su http://www.thl.fi/fi/-/ymparistoyliherkkyyden-nimike-on-lisatty-icd-10-tautiluokitukseen)

America:*La MCS è riconosciuta dall’Agenzia Americana per la Protezione Ambientale (EPA- Environmental Protection Agency), dalle leggi per la disabilità (ADA – American Disability Act) e dal Dipartimento dello Sviluppo Urbano e dell’Abitazione. Oltre un centinaio di agenzie ed enti governativi federali statunitensi riconoscono l’MCS con diversi codici. La linea guida di riferimento scientifica americana per la MCS  è il consenso del 1999. con relativo abstract.

Giappone:*Il Giappone ha incluso la definizione letterale SCM nel T65.9 all'interno del codice ICD-10, che si riferisce di cui "gli effetti tossici di sostanze non specifiche", nell'ottobre 2009, nell’elenco delle malattie coperte dall’assicurazione medica statale giapponese. Il Centro per lo Sviluppo del sistema informatico medico - Medical Information System Development Center (MEDIS-CC) - un'organizzazione collegata con il Ministero della Salute, del Lavoro e della Previdenza Sociale e il Ministero dell'Economia, del Commercio e dell'Industria del Giappone inserirà la Sensibilità Chimica, più precisamente, nella tessera medica elettronica e nei moduli elettronici per il pagamento dei trattamenti. Si prevede che questa operazione risponderà alla richiesta dei circa 700.000 giapponesi che soffrono di tale patologia e che stanno attualmente pagando di tasca propria dei trattamenti onerosi. In alternativa i medici erano abituati a fornire ai loro pazienti delle diagnosi alternative per fornire loro i trattamenti coperti dall'assicurazione sanitaria pubblica. E’ stata l’associazione per la Sindrome dell’Edificio Malato di Tokyo, lo scorso maggio, a richiedere al Ministero della Salute, del Lavoro e della Previdenza sociale di riconoscere ufficialmente la sensibilità chimica come una condizione medica. Mentre la  sindrome dell’edificio malato, in cui i sintomi sono innescati da sostanze chimiche presenti negli ambienti interni (come formaldeide e toluene), era già coperta dall’assicurazione sanitaria, non lo era ancora la Sensibilità Chimica, in cui a scatenare le reazioni sono sostanze presenti sia all'interno che all'esterno (come pesticidi e fumo di sigaretta). Il Ministero della Salute, del Lavoro e della Previdenza Sociale del Giappone aveva fino ad ora rifiutato il riconoscimento della sensibilità chimica per "la mancanza di un consenso medico univoco”. Fonte originale in giapponese: (Mainichi Japan) June 12, 2009
http://mainichi.jp/select/science/archive/news/2009/06/12/20090612ddm001040003000c.html Fonte in inglese :http://mdn.mainichi.jp/mdnnews/news/20090612p2a00m0na017000c.html

Lussemburgo. La MCS  èstata riconosciuta con il codice   T788.4 CIE-10 www.medaustria.at/medaustria

Paesi del nord (Finlandia, Norvegia, Svezia ,Danimarca, Islanda). la MCS è riconosciuta con il codice ICD10 CIE 10 R68.8  sito di riferimento  www.norden.org/en/publicationsIn Danimarca. Nel luglio 2012 un nuovo codice di classificazione per la MCS è stata pubblicata nel sistema di classificazione sanitario danese, che è gestito dalla sanità danese e Autorità per i medicinali . In Danimarca, il servizio sanitario è l'autorità suprema nel settore sanitario e controllo regolamentare dei medicinali. Il nome del codice è "Sintomi collegati alle profumi e sostanze chimiche" ed è posto sotto la categoria principale "sintomi medicalmente inspiegabili" (DR688A),che è una specializzazione del codice ICD-10 "R68.8 Altro specificato sintomi generali e segni . L'obiettivo generale è quello di registrare i contatti in ospedale per i pazienti che riportano questi sintomi in Danimarca. Autori: Elberling J1, Bonde JP, Vesterhauge S, Bang S, Linneberg A, Zachariae C, Johansen JD, Blands J, Skovbjerg S.[A new classification code is available in the Danish health-care classification system for patients with symptoms related to chemicals and scents.]
Ugeskr Laeger. 2014 May 26;176(11). pii: V10120627.

 Siti di riferimento internazionali per la sensibilità chimica multipla:

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Epidemiologia internazionale

Sunto degli Studi Epidemiologici autoriferiti con test medico diagnostici e sondaggio del California Department of Health Services (CDHS)

Persone che lavorano in edifici chiusi. La US Environmental Protection Agency (EPA) ha riferito che circa un terzo delle persone che lavorano in edifici chiusi sentiva particolarmente sensibili a uno o più comuni esposizioni chimiche (US EPA, 1991).

Studenti Universitari. Bell e colleghi hanno esaminato la prevalenza di sensibilità chimica in due gruppi di soggetti, studenti universitari adulti giovani e anziani. Hanno trovato che il 15 per cento di un campione di studenti universitari ha dichiarato di sentirsi moderatamente o gravemente malati dopo l'esposizione ad almeno quattro delle cinque sostanze comuni (ad esempio, i pesticidi, vernici, profumi, gas di scarico auto, e la nuova moquette) (Campana et al., 1993a ). Ventidue per cento degli studenti universitari (Campana et al., 1993b) ha riferito sensazione moderatamente o gravemente malati dopo l'esposizione ad almeno tre delle cinque sostanze. Gli stessi ricercatori (Campana et al., 1996a) hanno trovato che la percentuale di studenti universitari che riferiscono sensazione di malessere o sensibili alle sostanze chimiche ambientali dipende da come vengono interrogati su tali sintomi. In questo studio, 9,7 per cento ha riferito di malattia, a volte o più spesso, da 6 a 10 sostanze chimiche ambientali (nuova moquette, carta da giornale, disinfettanti, vernici, gas naturale, profumi, catrame, pesticidi, gas di scarico auto, fumo di tabacco). Ventotto per cento è stato considerato "particolarmente sensibile a determinate sostanze chimiche." Solo lo 0,2 per cento ha riferito medico-diagnosticata la MCS.

Anziani pensionati. Bell e altri. (1993c) ha riferito che il 17 per cento di un gruppo di anziani pensionati che partecipano a uno studio longitudinale di osteoporosi riferito di sentirsi moderatamente o gravemente malati dopo l'esposizione ad almeno quattro delle cinque sostanze comuni (pesticidi, vernici, profumi, gas di scarico auto, e nuovo tappeto ). Nelle relazioni successive 34 per cento dello stesso gruppo di studio di persone anziane (Bell et al., 1994) e il 37 per cento dei veterani anziani (Campana et al., 1997a) si consideravano "particolarmente sensibile a determinate sostanze chimiche." Nel complesso, il 4 per cento dei partecipanti allo studio di comunità di anziani (Campana et al., 1994) ha riportato la sensibilità chimica medico-diagnosi.

Baldwin et al. (1997) hanno trovato che il 22,7 per cento di un sottoinsieme degli occupati urbani che partecipano a uno studio che ha valutato le relazioni tra contaminanti dell'aria indoor e outdoor per la salute respiratoria riferito di sentirsi moderatamente o gravemente malati dopo l'esposizione ad almeno tre delle cinque sostanze (pesticidi, vernici, profumi , gas di scarico auto, e nuovo tappeto).

Sondaggio telefonico autoriferito. Meggs et al. (1996) hanno condotto un sondaggio telefonico casuale per determinare l'auto-riferito prevalenza di allergia e sensibilità a sostanze chimiche in una popolazione rurale in North Carolina. Lo studio ha definito allergia come "diventare malati dall'esposizione alle cose naturali (ad esempio, polline, polvere, erba, alberi, gatti, cani, muffa, piume, alimenti)." La sensibilità a sostanze chimiche è stata definita come "ammalarsi dopo odore odori chimici (ad esempio, profumi, pesticidi, vernice fresca, il fumo di sigaretta, tappeti nuovi, scarico auto)." Di 1.027 persone che hanno partecipato al sondaggio, il 35 per cento ha riferito le allergie e il 33 per cento ha riferito la sensibilità a sostanze chimiche. Trentacinque per cento di coloro che sono stati sensibili alle sostanze chimiche ha riferito che i sintomi si sono verificati almeno una volta ogni settimana. I sintomi di sensibilità alle sostanze chimiche che si sono verificati ogni giorno sono stati segnalati dal 3,9 per cento della popolazione totale; sintomi allergici che si sono verificati ogni giorno sono stati riportati dal 5,3 per cento della popolazione totale. I ricercatori avvertono, "Questo studio non è stato progettato per determinare la prevalenza di sindromi specifiche per le quali la sensibilità chimica è stata descritta (ad esempio, l'asma e rinite, i lavoratori esposti a solventi, impiegati in > edifici malati ", persone avvelenate da pesticidi organofosforici, individui con la sindrome di MCS). Questi risultati, quindi, non possono essere utilizzati per trarre conclusioni circa la prevalenza di queste condizioni specifiche. "

Il California Department of Health Services (CDHS) nel 1993, il ha ricevuto una borsa di MCS rilevanti dal ATSDR per assemblare un gruppo multidisciplinare di esperti. Il loro compito era quello di consigliare l'agenzia per lo sviluppo di questionari, una serie di visite mediche, esami di laboratorio, e le raccomandazioni per i disegni studio epidemiologico per l'attuazione in caso di fuoriuscita di sostanze chimiche comunità. Sono stati sviluppati quattro questionari: (1) una serie di 12 domande di carattere generale-popolazione di screening, (2) una serie di domande-domestici di screening per l'uso in una situazione post-spill, (3) un questionario "long-form" per in- la ricerca, e (4) un questionario di follow-up approfondito popolazione basa. Le 12 domande di carattere generale-popolazione di screening sono stati pilota testato da essere incluso nel 1995 in California comportamentali Fattori di Rischio di sorveglianza telefonica (BRFS) sondaggio di 4.000 residenti in California selezionati in modo casuale. Secondo Kreutzer e Neutra, i risultati hanno mostrato che il 16 per cento dei partecipanti al sondaggio ha riferito sensibilità a sostanze chimiche di tutti i giorni, e il 6 per cento ha affermato di essere stati diagnosticati con sensibilità chimica multipla da un medico (comunicazione personale, 1996). CDHS ha messo a punto un piano per valutare ulteriormente i dati di incidenza e prevalenza attraverso interviste in profondità con i partecipanti al sondaggio BRFS che hanno riferito di sensibilità chimica e un numero minore di intervistati non denunciare sensibilità.

In sintesi, gli studi riportano la prevalenza di sentirsi male dopo l'esposizione a sostanze chimiche o di essere sensibili alle sostanze chimiche, ma non necessariamente con MCS, varia da 15 a 37 per cento. Tuttavia, perché il rapporto tra cacosmia (ad esempio, una maggiore sensibilità agli odori) e il successivo sviluppo di MCS è sconosciuta, la rilevanza della maggior parte di questi studi per la MCS non è chiaro. Solo tre studi hanno riportato la prevalenza della MCS medico-diagnosi auto-riportati. 

Conclusione studi epidemiologici e sondaggi. La prevalenza di sdtudi epidemiologici auto-riferiti medico-diagnosticato MCS va dai valori pubblicati da 0,2 per cento a studenti universitari (Campana et al., 1996a) al 4,0 per cento nelle persone anziane (Bell et al., 1994) e un valore inedito del 6 per cento tra residenti in California selezionati in modo casuale (Kreutzer e Neutra, comunicazione personale, 1996).

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Studi epidemiologici descrittivi.

Nel 1989, la Fondazione Nazionale  per la chimica ipersensibile, un gruppo di pazienti con MCS avvocatura, ha intervistato 6.800 persone che affermano di essere ipersensibile e ha scoperto che l'80 per cento sapeva "quando, dove, con che cosa, e il modo e la causa dei sintomi” I pesticidi sono stati descritti come il fattore di avvio del 60 per cento di questo gruppo (48 per cento di tutti i partecipanti) (citato in Ashford e Miller, 1991). Tuttavia, questi risultati non possono essere applicabili alla popolazione generale degli Stati Uniti.

Kipen et al. (1995) hanno  modificato un questionario progettato per identificare esposizioni ambientali in situazioni di vita dei pazienti e testati per l'uso in studi di popolazione per valutare la presenza o l'assenza di sensibilità chimica. 

In una serie di casi di 100 pazienti consecutivi ammessi alla ecologia ambientale (principalmente MCS) unità in un ospedale del Texas, l'età media dei pazienti era di 40 anni; Il 56 per cento di questi pazienti ha cominciato ad avere i loro sintomi prima dei 30 anni di età, il 77 per cento erano donne, e più della metà aveva 4 anni di college (come citato in Spyker, 1995). È stato inoltre condotto un sondaggio di autovalutazione dei fattori di apertura. Dodici per cento della popolazione in studio ha iniziato con una esposizione professionale, e 11 per cento, un nuovo ambiente (ad esempio, la casa, il lavoro, o l'università); Il 58 per cento non ha potuto identificare un fattore di avvio (come citato in Spyker, 1995). 

Rea (1995) ha recentemente ampliato questa serie di casi a una revisione di 30.000 pazienti visitati nel corso di un periodo di 20 anni. In questo caso serie, le  femmine superavano maschi con un rapporto di 7: 1. La fascia di età predominante per lo sviluppo di sensibilità chimica era 30-50 anni, anche se la MCS era stato diagnosticato presso la clinica di Rea in entrambi i neonati e nei pazienti più anziani. Rea anche osservato che, in questo caso serie, maschi avevano un tasso di mortalità più elevato rispetto alle femmine. Egli ha anche affermato che, sebbene il tasso di insufficienza d'organo finale è stato lo stesso per maschi e femmine, gli organi principalmente colpiti che differivano per sesso(Rea, 1995).

Miller e Mitzel (1995) hanno esaminato la storia dei sintomi in 112 soggetti già diagnosticati come aventi MCS: 83 per cento ha avuto insorgenza dei sintomi dopo i 30 anni e ha avuto una predominanza di sintomi cognitivi; 81 per cento era stato a lavorare a tempo pieno in caso di esposizione, ma solo il 12 per cento sono stati completamente occupati al momento dell'indagine. La maggioranza ha dichiarato di aver lasciato il lavoro o il lavoro o la carriera cambiato a causa della loro malattia. Circa il 40 per cento aveva consultato 10 o più medici.

Per valutare le condizioni di lavoro eventualmente associati a MCS, Lax e Henneberger (1995)hanno studiato pazienti con MCS esaminati da una clinica di medicina del lavoro. Una contabilità informatizzata delle 605 pazienti sono stati esaminati per identificare quegli individui che si sono incontrati una definizione di caso MCS simile alla definizione Cullen. Trentanove dei 605 pazienti (6,4 per cento) hanno soddisfatto i criteri per la diagnosi di MCS; quattro sono stati esclusi perché non avevano insorgenze non professionali legate di MCS.I rimanenti 35 pazienti con MCS sono stati confrontati con 557 pazienti che non avevano alcuna indicazione di MCS. I 35 pazienti con MCS sono stati intervistati telefonicamente per rilevare lo stato di salute e le storie di esposizione. I risultati hanno mostrato 80 per cento dei pazienti con MCS e solo il 25 per cento degli altri pazienti erano di sesso femminile. Inoltre, i due gruppi di pazienti erano molto diversi rispetto ai settori in cui sono stati impiegati. Ad esempio, il 54 per cento dei pazienti non-MCS ha lavorato in settori considerati di avere un maggiore potenziale di esposizioni pericolose rispetto alle altre impostazioni professionali; solo il 26 per cento dei pazienti con MCS sono stati impiegati nelle industrie più pericolose. Nonostante il piccolo numero di pazienti e limitazioni nelle indagini di storia di esposizione MCS, Lax e Henneberger ha  concluso, "comunanze di esposizione e sintomi suggeriscono che la Sensibilità Chimica Multipla rappresenta una categoria diagnostica distinta."

Davidoff e Keyl (1996) a confronto quattro diversi gruppi di studio MCS tra loro e con un gruppo di popolazione generale abbinato in materia di salute auto-riferito e storia e lo stato di salute mentale variabili. Tre dei gruppi MCS erano simili in quanto soddisfatti i criteri degli investigatori per la sindrome di sensibilità chimica multipla, ma erano l'unico ad aver sviluppato questa sindrome in risposta a diverse esposizioni sensibilizzanti (ad esempio, solventi organici, pesticidi organofosforici, e la sindrome dell'edificio malato) . Il quarto gruppo MCS era costituito da 10 lavoratori di un impianto di trasformazione di patate che aveva sviluppato le condizioni che assomigliavano MCS dopo essere stati esposti per caso sia il gas biossido di cloro e cloroformio. Per quanto riguarda lo stato di salute, rating di "giusto" o "cattiva" salute e cambiamenti nella salute erano più caratteristico dei quattro gruppi di MCS che per il gruppo di popolazione generale. Lo studio ha suggerito che i gruppi MCS non erano significativamente differenti tra loro nello stato di salute e di malattia. Mentre i membri di tutti i gruppi hanno riportato tolleranze modificate per le sostanze, i membri del gruppo MCS sono stati più propensi ad attribuire la malattia a esposizioni chimiche su base giornaliera e di inserire il recupero dagli effetti negativi a più di 12 ore dopo l'esposizione. Frequenza dei membri di segnalazione tre o più condizioni di salute croniche dell'infanzia, che gli investigatori hanno suggerito era la prova di reclami o denunce di salute cagionevole durante l'infanzia somatiche di lunga data, è stato visto relativamente spesso nei gruppi di MCS, ma è stato osservato raramente nel gruppo di popolazione generale. Effetto negativo, un punteggio dell'indice psichiatrico utilizzato in questo studio, è stato costantemente più elevata nei gruppi MCS rispetto al gruppo di popolazione generale. I ricercatori hanno riconosciuto possibili limiti dello studio, come ad esempio i metodi di selezione di gruppo.

Una maggiore prevalenza di una varietà di condizioni mediche è stato osservato tra le persone cacosmic individuati dal Cacosmia Screening Index ei parenti di queste persone (Bell et al, 1994;. Bell e altri, 1995b;. Bell e altri, 1996;. Baldwin et al., 1997).   La prevalenza è più alta nel gruppo MCS per la rinite auto-riferito medico-diagnosticata, bronchite cronica, emicrania, colon irritabile, l'artrite, la sindrome da stanchezza cronica (CFS), la funzione hypoadrenocortical, candidosi, cisti ovariche, irregolarità del ciclo mestruale, mestruazioni dolorose, dolore cronico pelvico, pesanti sanguinamento mestruale, depressione, ansia, e attacchi di panico. Il gruppo MCS ha anche riferito la più alta prevalenza di rinite e diabete mellito tra i membri della famiglia. La prevalenza di storie familiari di depressione, ansia, attacchi di panico, e l'abuso di sostanze non sono risultati significativamente differenti tra i gruppi.(Bell et al., 1995a)

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Epidemiologia sulla sensibilità chimica multipla: le donne, gli adulti, gli adolescenti

Le donne. Per quanto riguarda la distribuzione per genere di questa patologia, in tutti gli studi selezionati, per la maggior parte, le persone colpite erano donne fra i 30-50 anni di età, con uno status socio-economico superiore alla media (Cullen, 1992) e  Sparks et al. (1994). Le percentuali oscillavano tra il 55 e il 100%, con una media di 81,5%. Altri studi(Caress SM, Steinemann AC. Prevalence of multiple chemical sensitivities: a population-based study in the southeastern United States. Am J Public Health 2004 May;94(5):746-7.) 41. Caress SM, Steinemann AC. National prevalence of asthma and chemical hypersensitivity: an examination of potential overlap. J Occup Environ Med 2005 May; 47(5):518-22.hanno trovato un maggior numero di donne che si consideravano malate di SCM, con percentuali del 60,7% e dell’86,2% rispettivamente.

Per la maggior parte, gli studi sono stati condotti negli adulti. L'età media delle persone con SCM incluse negli studi era 46,78 anni, con una fascia d'età media di 36,2 59,8 anche se la fascia d'età considerata in ogni studio è stata molto ampia. Solo una ricerca (Hojo S, Ishikawa S, Kumano H, Miyata M, Sakabe K. Clinical characteristics of physician-diagnosed patients with multiple chemical sensitivity in Japan. International Journal of Hygiene & Environmental Health 2008 October;211(5-6):682-9). ha fornito separatamente l'età media degli uomini e delle donne.

Alcuni suggeriscono che il rischio di MCS può essere più elevato nell’adolescenza ( Caress SM, Steinemann AC.A review of a two-phase population study of multiple chemical sensitivities. [Review] [32 refs]. Environmental Health Perspectives 2003 September;111(12):1490-7). Una delle poche ricerche che ha studiato questa malattia nella popolazione infantile * ha considerato solo i pazienti tra i tredici e i diciannove anni. In un altro lavoro 44 furono inclusi bambini da dodici anni, ma i risultati sono stati dati per la fascia d'età dai dodici ai ventiquattro anni senza specificare quelle che si trovano nella popolazione pediatrica. Un’altra delle ricerche* incluse le donne tra i dieci e i sessantacinque anni, ma anche in questa si concretarono i risultati trovati nella popolazione sotto i 18 anni 

La MCS colpisce allo stesso modo e senza differenze di razza, di etnia, di livello di istruzione o di reddito, per cui ritengono che sia un’affezione generalizzata, e seria che, senza dubbio, meriti di essere indagata.

Infine, per quanto concerne i sintomi di questi pazienti, la rassegna della letteratura scientifica ha confermato l'ampia variabilità sia nel tipo di sintomi esistente tra alcune persone e altre (in dipendenza dagli organi colpiti) e nel tipo d'intensità di tali sintomi. 

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Epidemiologia internazionale sulla sensibilità chimica multipla: percentuali e casistica

Epidemiologia Spagna:* i pazienti affettioscillano 0,48 e il 15,9%, e quelle diagnosticate dal medico  con percentuali tra lo 0,5 e il 6,3%. (documento di consenso spagnolo sensibilità chimica multipla 30 novembre  2011);

Epidemiologia Finlandia:*Studi epidemiologici e documentazione in lingua originale consultabile sul sito del governo finlandese

Epidemiologia America: :* La MCS colpisce “tra 1,5 e il 3% della popolazione” (Heuser 1998 USA).La MCS è studiata negli Stati Uniti dall’inizio degli anni’50. Moltissimi altri studi sono all’interno di ricerche multi-disciplinari.  I dati della più grande indagine condotta su campioni casuali tra i veterani del periodo della Guerra del Golfo, presentata nel 1998 dal Dipartimento degli Stati Uniti sulle questioni relative ai veterani (VA) (basata su questionari compilati da 11.216 persone impiegate nel Golfo e da 9.761 non impiegate) mostra il 5% di sensibilità chimica fra il personale non impiegato e il 15% tra il personale impiegato (Bornschein S, Hausteiner C, Rommelt H, Nowak D, Forstl H, Zilker T. Doubleblind placebo-controlled provocation study in patients with subjective Multiple Chemical Sensitivity (MCS) and matched control subjects. Clin Toxicol (Phila) 2008 June;46(5):443-9. )

Altri ricercatori del Dipartimento per i veterani riportano percentuali molto più alte, del triplo, in un campione più piccolo scelto a caso tra pazienti esterni dell’ospedale dei veterani di guerra: l’86% dei veterani ammalati assegnati al Golfo lamenta sensibilità chimica, rispetto al 30% dei veterani ammalati non impiegati nel Golfo(Eis D, Helm D, Muhlinghaus T, Birkner N, Dietel A, Eikmann T, Gieler U, Herr C, Lacour M, Nowak D, Pedrosa GF, Podoll K, Renner B, Andreas WG, Worm M. The German Multicentre Study on Multiple Chemical Sensitivity (MCS). Int J Hyg Environ Health 2008 October;211(5-6):658-81 ).

Nell’ unico studio in cui la Sensibilità Chimica Multipla è stata specificamente valutata tra i veterani selezionati in maniera casuale dai registri del Dipartimento, i ricercatori hanno riscontrato il 36% dei 1.004 criteri comuni di verifica della Sensibilità Chimica Multipla (. Multiple chemical sensitivity: a 1999 consensus. Arch Environ Helth. 1999; 54(3):147-9. http://www.mcs-america.org/mcsconsensus.pdf) Due studi più ampi del Centro per il controllo delle malattie ha riscontrato, tra il personale del Dipartimento della Difesa (DOD) scelto in modo casuale, ed in servizio attivo una differenza leggermente minore, ma ancora significativa, di rapporto di 2.1 – 2.5 casi auto-diagnosticati di sensibilità chimica tra il personale schierato nel Golfo, rispetto a quello non schierato.

Nello studio “dell’Iowa”, in cui i tassi di prevalenza tra personale impiegato e non impiegato erano rispettivamente del 5.4% e del 2,6%, i ricercatori hanno adottato un questionario dettagliato per valutare “la probabile Sensibilità Chimica Multipla” (10. Cullen MR. The worker with Multiple Chemical Sensitivities: an overview. In: Cullen M, ed. Workers with Multiple Chemical Sensitivities.Vol.4 Occupational Medicine: state of the art reviews. Philadelphia, PA: Hanley and Belfus, Inc, 1987: 655-662 )

Nello studio “della Pensylvania”, (Nethercott, James R.; Davidoff, Linda Lee; Curbow, Barbara; Abbey, Hellen. Multiple chemical sensitivities syndrome: toward a working case definition.Arch Environ Health. 1993 Jan-Feb; 48(1):19-.in cui le percentuali erano del 5% contro un 2%, rispettivamente, è stata fatta solo una domanda con risposta “si o no” rispetto alla sensibilità chimica. I veterani canadesi della Guerra del Golfo hanno segnalato un tasso di prevalenza della Sensibilità Chimica Multipla approssimativamente pari solo alla metà (2,4%), tuttavia essa era quattro volte superiore rispetto ai rispettivi controlli Report of Multiple Chemical Sensitivities (MCS) Workshop. Berlin, Germany: International Programme on Chemical Safety (IPCS) in collaboration with the German Federal Ministry of Health, Federal Institute for Health Protection of Consumers and Veterinary Medicine (BgVV) and the Federal Environmental Agency. (UBA) 1996

Nelle indagini condotte telefonicamente in tutto lo Stato, tra adulti selezionati in maniera casuale, e condotte dal Centro per il Controllo della Salute della California, nel 1995 e nel 1996, e del New Mexico nel 1997, i ricercatori hanno riscontrato che il 6% degli adulti in California (2) ed il 2% degli adulti del New Mexico (3) hanno dichiarato che i loro sintomi erano già stati diagnosticati con la Sensibilità Chimica Multipla, o Malattia Ambientale, mentre il 16% i

Studio epidemiologico sulla MCS in Canada e in USA Nel 2007 la Commissione Canadese per i Diritti Umani ha pubblicato il rapporto “Prospettiva Medica sulle Sensibilità Ambientali” scritto da Margaret E. Sears (1) per informare datori di lavoro, fornitori di servizi sociali e cittadini sulle sensibilità ambientali attraverso la revisione della letteratura scientifica.Nel gennaio 2007 Statistic Canada ha riportato che il 5% dei canadesi, circa 1,2 milioni di persone, soffrono di “sintomi fisici non spiegabili dal punto di vista medico”, tra cui anche di MCS (1).Il Sondaggio sulla Salute della Popolazione Nazionale del 2003 di Statistic Canada su 135.576 cittadini ha scoperto che l’incidenza dei soggetti con diagnosi di MCS effettuate da un medico era di 2,4% nella popolazione oltre ai dodici anni e del 2,9% nella popolazione oltre i trent’anni. Il sondaggio Nazionale del 2005 sulla Salute e sul Lavoro delle infermiere ha rivelato che il 3,6% delle infermiere canadesi riportano di avere la MCS.

Questi studi canadesi evidenziano che la prevalenza delle sensibilità ambientali aumenta con l’età. Nel sondaggio sulle infermiere l’1,4% del campione che riferiva sensibilità ambientali aveva meno di 35 anni, mentre la percentuale saliva al 3,7% nel campione tra i 35 e i 44 anni e poi al 4,3% e al 4,8% nelle decadi successive (1).Nel 1993 la dott. ssa Iris Bell e i suoi colleghi hanno scoperto che il 66% degli studenti intervistati riportava di stare male a causa di una o più delle sostanze chimiche più comuni, mentre il 15% riferiva di stare male per il semplice odore di almeno una di queste sostanze (2).Nel 1996 il Dott. William Meggs e i suoi colleghi dell’Università North Carolina hanno scoperto che un terzo degli studenti osservati riportava una sensibilità chimica con sintomi quotidiani nel 3,9% dei casi.Nel 1999 il Dott. Richard Kreutzer e i colleghi hanno indagato 4.046 residenti della California e hanno scoperto che il 6,3% del campione riportavano una MCS o una malattia ambientale diagnosticata da un medico e circa l’11,9% riportava la sensibilità a più di un tipo di sostanza chimica (3).Nel 2002 Stanley e Caress e altri colleghi hanno scoperto che la maggioranza degli individui ipersensibili, circa il 52% del campione, aveva sintomi “gravi” o “quasi gravi” in caso di esposizione a prodotti comuni come detersivi, profumi e pesticidi. Il 76% aveva, perciò, cambiato i prodotti per l’igiene della casa e per la cura personale; il 47,8% aveva iniziato ad usare sistemi di purificazione dell’aria e dell’acqua; mentre il 13% aveva ritenuto necessario cambiare casa.Sempre Caress, ma insieme a Steinmann, hanno scoperto nel 2003 che il 12,6% di cittadini di Atlanta (Georgia) riportava un’ipersensibilità e di questi il 13,5% (cioè l’1,8% del totale) aveva perso per questo il lavoro (4). Un altro studio degli stessi ricercatori nel 2004 ha scoperto che il 12,6% di 1.582 intervistati sempre di Atlanta (Georgia) riportava una ipersensibilità (9); un secondo studio dello stesso anno ha rivelato che il 2,5% del campione aveva avuto dal medico una diagnosi di MCS (5).Nel 2005 i due ricercatori hanno studiato la correlazione tra asma e ipersensibilità chimica: il 14,1% dei soggetti aveva una diagnosi d’asma e l’11,2% riportava un’ipersensibilità alle sostanze chimiche.Dei soggetti con asma il 7,4% aveva anche una diagnosi di MCS, mentre dei soggetti con MCS il 42% aveva anche una diagnosi di asma.Chemical Injury Information Network. www.ciin.org;

Tutti gli studi citati si possono richiedere al  Chemical Injury Information Network. www.ciin.org;

Epidemiologia Danimarca ha aperto un osservatorio sulla MCS stimando in 50.000 il numero delle persone sensibili alle sostanze chimiche presenti in prodotti d’uso comune: ovvero il 10% della popolazione è suscettibile a tali prodotti d'uso comune con una minima percentuale resa invalida da tale condizione. Nel 2002 l’Agenzia per la Protezione Ambientale Danese ha  pubblicato un rapporto sulla MCS approfondimento su http://mst.dk/side-ikke-fundet/?query=defauld_eng visibile in inglese su:
www.mst.dk/udgiv/Pubblications/2005/87-7614-548-4/html/defauld_eng.htmNel gennaio 2005 è stato inaugurato dal ministro dell’Ambiente Hedegaard nell’Ospedale Generale Gentofte Amtssygehus il Centro di ricerca sulla MCS che ha il compito di lavorare per 3 anni sulle cause e sugli effetti di tale patologia. Il sito del centro è: www.mcsvidencenter.dk. Nel 2005 i dati governativi danesi precisano che 1 danese su 10 “ha problemi” con gli odori e con le sostanze chimiche nell’aria, mentre una percentuale inferiore della popolazione “è particolarmente sensibile, mostrando molti sintomi e disagi che possono essere invalidanti e cambiare la vita completamente”.Il governo Danese ha avviato molte altre iniziative per la MCS, tra cui la campagna di informazione “Qualcosa nell’aria” dell’autunno 2005: www.luften.dk.

Il Responsabile del Centro è il dott. Jesper Elberling
I recapiti sono:
Videncenter for Duft- og Kemikalieoverfølsomhed | Ledreborg Allé 40, 2 | 2820 Gentofte
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Epidemiologia nel Regno Unito in cui la Sensibilità Chimica Multipla è poco nota, nel rapporto sui veterani della Guerra del Golfo sono stati diagnosticati casi di sensibilità chimica multipla 2.5 volte superiori rispetto alla percentuale stabilita nei controlli militari(13).

Epidemiologia Australia. Un indagine del dipartimento della Salute  degli adulti nel 2002 riferiva che il 24,6% della popolazione era sensibilmente chimica. Maggiormente le donne rispetto gli uomini e individui anziani ( oltre 65 anni). Non vi era differenza rispetto le aree urbani e rurali (NSW Dipartimento della salute,2002). I tassi di segnalazioni erano più bassi per i giovani ( 16-24 anni) e non vi erano differenze rispetto la situazione economica o sociale. In Australia del sud, due indagini furono commissionati dal dipartimento della salute Settembre 2002  e giugno 2004  (Settembre 2002 e giugno 2004) per determinare la prevalenza del MCS. Combinando entrambi i sondaggi di40009 adulti casualmente selezionati il 16,4% degli intervistati ha segnalato sensibilità o affetti avversi per la salute a seguito della esposizione a sostanze chimica e il 0.9 % ha riferito avere la diagnosi medica di MCS (Fitzgerald, 2008). La prevalenza dello 0,9% da sondaggi limitati di MCS medicamente diagnosticato in Australia è di un ordine simile a quello riferito all'estero. 

Epidemiologia Giappone. E’ stata l’associazione per la Sindrome dell’Edificio Malato di Tokyo, lo scorso maggio, a richiedere al Ministero della Salute, del Lavoro e della Previdenza sociale di riconoscere ufficialmente la sensibilità chimica come una condizione medica. Mentre la  sindrome dell’edificio malato, in cui i sintomi sono innescati da sostanze chimiche presenti negli ambienti interni (come formaldeide e toluene), era già coperta dall’assicurazione sanitaria, non lo era ancora la Sensibilità Chimica, in cui a scatenare le reazioni sono sostanze presenti sia all'interno che all'esterno (come pesticidi e fumo di sigaretta). Il Ministero della Salute, del Lavoro e della Previdenza Sociale del Giappone aveva fino ad ora rifiutato il riconoscimento della sensibilità chimica per "la mancanza di un consenso medico univoco Si prevede che questa operazione risponderà alla richiesta dei circa 700.000 giapponesi che soffrono di tale patologia e che stanno attualmente pagando di tasca propria dei trattamenti onerosi. In alternativa i medici erano abituati a fornire ai loro pazienti delle diagnosi alternative per fornire loro i trattamenti coperti dall'assicurazione sanitaria pubblica.

Tratta dalla ”. Fonte originale in giapponese: (Mainichi Japan) June 12, 2009.

http://mainichi.jp/select/science/archive/news/2009/06/12/20090612ddm001040003000c.html

http://mdn.mainichi.jp/mdnnews/news/20090612p2a00m0na017000c.html

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Centri di riferimento MCS in Italia

  • AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARA S.ORSOLA-MALPIGHI BOLOGNA -Centro di Riferimento Regionale per le Intolleranze alle sostanze chimiche (Delib. Giunta Regionale n. 1297 del 14.09.2009 che ha modificato la Delib. Giunta Regionale n. 25 del 17.01.2005 che aveva inserito la MCS tra le malattie rare riconosciute e istituito lo stesso Centro di riferimento come dedicato alla diagnosi e cura della Sensibilità Chimica Multipla)Visite venerdì mattina dalle 8,30 alle 11,00 presso l' Ambulatorio Intolleranza agli agenti chimici - Direttore prof. Francesco Saverio Violante, specialista in medicina legale, medicina del lavoro e neurofisiologia clinica. Il servizio fornisce valutazione clinico-anamnestica ed esecuzione di specifico protocollo diagnostico. Per prenotare la prima visita telefonare alla segreteria del Poliambulatorio Albertoni allo 051 6362620 da lunedì a venerdì dalle 13,00 alle 16,00. Sede visite Poliambulatorio Albertoni Padiglione 2 (piano terra con accesso indipendente). Non vengono effettuati ricoveri ed urgenze. Non viene effettuata attività libero professionale 

 

 

Centri di riferimento clinico internazionali

 

SPAGNA. Dott. ssa Pilar Muñoz Calero Direttrice della Consulta di Medicina Ambientale della Fondazione Alborada.
Contatti: tel. 902909902 o 911160751 o email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. indirizzo Finca El Olivar, Carretera M-600, Km 32,400 – Brunete (28690 Madrid)

INGHILTERRA. Dr.ssa Jean Monro, Breakspear Medical Group – clinica privata Hertfordshire House Wood Lane Hemel Hempsted Hertfordshire HP2 4FD England
Telefono: 01442 261333 fax 01442 266388 http://www.breakspearmedical.com
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

STATI UNITI . Prof. Dr. William J. Rea, Environmental Health Center - Dallas 8345 Walnut Hill Lane Suite 205 Dallas,Texas. Tel: 001-214-373-5147, Fax: 001-214-691-8432 iQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. http://www.ehcd.com 
Environmental Health Center - Chicago  2500 W. Higgins Suite 1170 / 1180, Hoffmann Estate, IL 60195 - Tel: 001-847-519-7772  Fax : 001-847-519-7787

Dott.ssa Grace Ziem - 16926 Eyler è Valley Road, Emmitsburg MD 21727, Phone (301) 241-434    

Dr. Huggins centralino gratuito (parlano inglese) -  tel. 001-866-948-4638, www.drhuggins.com,

Warren M. Levin, MD FAAFP (ret), FACN, FAAEM 407 Church Street, N.E. Suite E Vienna, Virginia 22180 Tel: (001) 703-2550313 fax: (001)  703-2550316 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

SVIZZERA. Dr. Martin H. Jenzer  - Phlebologie/Innere Medizin - Sonnen Bergstrasse 11 - 6052 Hergiswil Tel. 0041 41.630.16.81 - Fax. 0041 41,630.16.44  www.endermologie.ch

GERMANIA. Dr. med.  Frank Bartram Second chairman, envirommental medicine Allgmeinarzt - Umweltmedizin via Augustinergasse 8 - 91781 Weibenburg/ Bay germania telefono: 0049-9141-86190tel/fax: 0049-9141-92507 e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Dr. Peter OHNSORGE Dr. med. . Chirurgia per orecchio, naso e gola, Allergologia, Medicina Ambientale. HNO an der Juspromenade, Juliuspromenade 54, 97070 Würzburg Tel. +49 931 322500 Fax. +49 931 322 5037 www.hno-juliuspromenade.de, Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Dottor Gunnar Heuser - Neuromed and Neurotox Associates A medical Group - 28240 W.Agoura RD. Suite 203 Agoura Hills, California 91301
 (818)865-1858 Fax (818) 865-8814 www.toxqun.com
 
Dottor Klaus-Dietrich Runow. Institut for Functional Medicine and Environmental Medicine (IFU) Aratliche Berantung - Im Kurpark 1 - D-34308 Bad Emstal. Tel. 0049. 5624.8061 Fax. 0049. (0)5624925466 oppure (0)56248061 oppure (0)56248695 www.ifu.org  ifu2000@t-online

Dott.ssa Maria Oana. Medicina ambientale e gerontologia, Schoenstr. 12, 81543 – Monaco Tel. 0049-89-62421810, Fax  0049-89-62421811, Email:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

OLANDA. Dr. John Kamsteeg, PhD Dr. Nat. Rer, Klinisch Ecologisch Allergie Centrum, Zoomweg 44. NL 6006 TW Weert. Nederland Tel. 0031-495-451428 - Fax 0031-495-451473 www.keac.nl - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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