Venerdì 28 Luglio 2017
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 Sostegno reddito suddivise per tipologie

Assistente sociale
Carta Acquisti
Carta acquisti sperimentale
Family Card
Rinnovo del bonus sociale per le forniture di energia elettrica, gas naturale e sistema idrico
Reddito minimo garantito
la Legge 162 del 21 maggio 1998 “Modi¬fiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 104, concernenti misure di sostegno in favore di persone con handicap grave”

 

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Assistente sociale come puo’ aiutarti. Contributi del Servizio Sociale

Le famiglie che si trovano in una situazione di grave difficoltà economica, da non poter far fronte alle spese essenziali possono richiedere un sostegno al Servizio Sociale, che provvederà a valutare la situazione e, quindi, a definire un progetto di assistenza comprensivo di un aiuto economico continuativo o straordinario. Pertanto rivolgetevi al proprio segretariato sociale del vostro Comune di appartenenza dove sarà possibile prendere un appuntamento con una assistente sociale e parlare della vostra situazione sociale ed economica.

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Carta Acquisti

I cittadini italiani, comunitari ed extracomunitari con permesso di soggiorno CE di lungo periodo, che abbiano figli di età inferiore ai 3 anni con ISEE inferiore a € 6.795,38, hanno diritto alla Carta Acquisti come sostegno per la spesa alimentare e per le spese domestiche di luce e gas La Carta vale 40 euro al mese e viene caricata automaticamente ogni due mesi con 80 €. La Carta può essere utilizzata per effettuare acquisti in tutti i negozi abilitati e consente sconti nei negozi convenzionati che sostengono il programma "Carta Acquisti". A tutti i possibili beneficiari verrà inviata una lettera con la spiegazione su come ottenere la Carta che si potrà richiedere negli Uffici Postali presentando il modulo allegato alla lettera e la relativa documentazione.

Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi:

  • agli uffici postali e agli uffici INPS
  • chiamare il numero verde INPS 803.164
  • chiamare il numero verde del programma Carta Acquisti 800.666.888
  • sito internet delle Poste Italiane - Carta Acquisti

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Carta acquisti sperimentale

La carta acquisti sperimentale è una carta, rilasciata sulla base di requisiti personali, familiari, economici e lavorativi, su cui mensilmente viene caricata una somma che varia a seconda della composizione del nucleo familiare.
Il progetto, in fase sperimentale, è rivolto soltanto ai cittadini residenti da almeno un anno nei seguenti 12 Comuni: Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia, Verona.
Nella domanda per il beneficio, il richiedente deve dichiarare, sotto la propria responsabilità, di essere in possesso di tutti i requisiti sia personali che dell’intero nucleo familiare previsti dalla legge e di avere un ISEE, relativo all’anno 2012, inferiore o uguale a 3.000,00 euro. La domanda dovrà essere presentata presso il Comune di residenza.
L’Inps e i Comuni una volta ricevute le domande verificheranno la presenza dei requisiti richiesti e l’Inps individuerà i nuclei familiari beneficiari, in base alle risorse attribuite a ciascun Comune, inserendoli in un’apposita graduatoria.
Per maggiori informazioni sui requisiti richiesti e sulle modalità di presentazione delle domande potete visitare il sito dell’Inps

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Family Card

Molti comuni emiliano romagnoli hanno aderito al progetto Family Card che prevede, attraverso accordi con le realtà economiche private locali, sconti e agevolazioni rivolti alle famiglie numerose.
I progetti sono gestiti direttamente dai singoli Comuni e sono diversi in ciascuna realtà. Consigliamo di contattare l'amministrazione comunale di riferimento per ottenere maggiori informazioni sull'iniziativa.

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Rinnovo del bonus sociale per le forniture di energia elettrica, gas naturale e sistema idrico

Sei in difficoltà economica conseguente alla perdita del posto di lavoro o ad un evento malattia o per altri motivi? Il tuo reddito è basso e non riesci a pagare le bollette? E' possibile ogni anno accedere al bonus per il pagamento delle utenze. Ma attenzione ai termini di scadenza!

Scadenza. Il 30 marzo scade il termine per la presentazione della modulistica per richiedere il rinnovo del bonus sociale per le forniture di energia elettrica, gas naturale e sistema idrico secondo la Determina N.1/DCCA/2015.Con questa Determina , l'Autorità per l'Energia Elettrica, il Gas ed il Sistema Idrico ha definito alcune misure transitorie per la richiesta di rinnovo del bonus energia a seguito dell'introduzione del nuovo regime ISEE.
In particolare viene definito un valore standard per il valore ISEE da inserire nella domanda di RINNOVO qualora il soggetto richiedente, nella scadenza del termine utile per il rinnovo stesso, non abbia ancora ottenuto l'attestazione ISEE (Art.1.1) ma solo la ricevuta di presentazione della DSU.
Per la presentazione di tali domande sono stati predisposti due moduli ad hoc. Si fa presente che qualora il valore ISEE, successivamente acquisito dalla banca dati INPS, risulti superiore ai livelli fissati per l'accesso al bonus, la domanda di rinnovo transitoriamente accolta verrà revocata per carenza di titolo (Art. 1.4). La determina definisce inoltre una proroga per la presentazione delle domande di RINNOVO da parte di richiedenti che non siano riusciti neppure a presentare la ricevuta di presentazione della DSU. In tali casi il termine di scadenza delle domande di rinnovo è spostato all'ultimo giorno del mese ovvero per i bonus il cui termine di rinnovo era fissato a fine Gennaio e fine Febbraio 2015 il termine è spostato rispettivamente a fine Febbraio e fine Marzo (Art.2).

Modalità per accedervi 

  • Per prima cosa bisogna scaricare il modello DSU ( la dichiarazione sostitutiva unica per il calcolo del ISEE) va utilizzato da chi non ha i requisiti per presentare la DSU mini. Tale ISEE modulare, serve quindi al cittadino per richiedere specifiche prestazioni che richiedono informazioni e dati aggiuntivi circa il nucleo familiare. In questi casi, per ottener l'ISEE si dovrà compilare la DSU integrale compilando modulo specifici come ad esempio:
    ISEE disabili: modulo riservato esclusivamente alla presenza di una persona disabile e o non autosufficiente all'interno del nucleo familiare
    ISEE università: la compilazione di questo modulo serve per accedere alle prestazioni per il diritto allo studio indipendentemente dalla residenza anagrafica dello studente e del nucleo familiare.
    ISEE prestazioni socio sanitarie: modulo da compilare qualora si richieda l'accesso a prestazioni agevolate.
    ISEE genitori non conviventi e non coniugati: va utilizzato per richiedere tasse agevolate universitarie, rette di asili nido, mensa quando in presenza di figli, i genitori non risultano conniventi e né coniugati.
    ISEE per esonero dichiarazione dei redditi: modulo DSU aggiuntivo per chi richiede l'attestazione nel caso in cui non sia obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi tramite modello 730 o Unico o perché gli è stato riconosciuta la sospensione degli adempimenti tributari per eventi eccezionali.
    ISEE Corrente è un ISEE aggiornato ai redditi e trattamenti degli ultimi 12 mesi o 2 mesi nel caso in cui il dipendente a tempo indeterminato subisca il licenziamento, o la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa. In questi casi, è possibile richiedere subito un nuovo ISEE se questi eventi modificano in modo rilevante il reddito.
  • o il modello DSU mini (da utilizzare solo nel caso di dichiarazioni semplificate dove non siano presenti del nucleo familiare persone disabili, studenti universitari non conviventi, figli di genitori non conviventi o separati e per chi è escluso dall'obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi) 
  • Poi bisogna scaricare la modulistica specifica per la richiesta del bonus e compilarla nelle sue parti. Sempre all'interno vengono descritte le modalità di presentazione.
  • la richiesta della dichiarazione sostitutiva unica può essere presentata:
    direttamente all’Ente che fornisce la prestazione sociale agevolata
    al Comune
    al centro di assistenza fiscale CAF
    alla sede INPS competente per territorio.
    direttamente online attraverso il nuovo servizio sistema ISEE INPS 2015 accedendo al sito Internet www.inps.it mediante Pin
  • ISEE 2015 disabili:
    Il cittadino che presenta specifiche situazioni non può utilizzare la DSU mini ma deve compilare dei moduli aggiuntivi per accedere a determinate prestazioni. Una di queste situazioni è la presenza all'interno del nucleo familiare di una persona con disabilità e/o non autosufficiente.
    In questo caso, è necessario compilare l'ISEE 2015 disabili e anche se la persona è minorenne il modulo va comunque compilato in aggiunta al modulo FC.1 - FC.2 quadro FC7 del modello mini. Istruzioni compilazione ISEE 2015 a moduli:
    Isee disabili modulo FC.2 quadro FC7 disabilità e non autosufficienza: Questo modulo va compilato per tutti i componenti del nucleo familiare anche se minorenni, disabili e non autosufficienti. Il quadro FC7 va specificata la tipologia di disabilità barrando la casella di riferimento quindi disabilità media, grave o di non autosufficienza, indicando per la relativa certificazione l'Ente che ha riconosciuto la disabilità, il numero di documento o certificazione, e la data di rilascio.
    La seconda sezione del quadro FC7 prestazioni socio-sanitarie: va compilata solo se la persona disabile al momento della richiesta rilascio DSU risulta già ricoverata presso o residenze socio-sanitarie che forniscono assistenza continua, RSA, RSSA, residenze protette, in questo caso va indicato l'importo della retta versata nell'anno precedente per cui se si richiede DSU 2015 la retta è riferita al 2014. Nel caso in cui si voglia richiedere la prestazione la casella non va barrata ma deve essere comunque compilato il modulo MB.3.
    Terza sezione Quadro FC7 spese accudito di servizi alla persona: qui vanno indicate le spese per l'assistenza della persona disabile se erogata da enti fornitori mentre non devono essere indicate in questa sezione le spese per collaboratori domestici, badanti ecc.

Maggiori informazioni per accedere al bonus gas (clicca)

Maggiori informazioni per accedere bonus elettrico (clicca)

Istruzioni DSU

Scarica la modulistica

ALLEGATO 1 – DETERMINAZIONE DCCA N. 1/2015 BONUS SOCIALE PER DISAGIO ECONOMICO PER LE FORNITURE DI ENERGIA ELETTRICA E/O GAS NATURALE

DOMANDA DI RINNOVO SEMPLIFICATA (validità fino al 31 marzo 2015

Deliberazione 25 febbraio 2010 - ARG/com 25/10

 

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Reddito minimo

Cosa e' il reddito minimo? il reddito minimo di inserimento è una forma di sostegno economico che, introdotta in forma sperimentale in alcuni comuni italiani come strettamente legata al reinserimento lavorativo, è da tempo ufficialmente riconosciuta nella Provincia Autonoma di Bolzano. Si basa sul principio che tutte le persone e le famiglie hanno diritto ad un reddito minimo che , come ad esempio alimentazione, abbigliamento, igiene e salute. Chi non raggiunge tale importo minimo, può richiedere un aiuto economico ad integrazione del proprio reddito, pari alla somma che manca per raggiungerlo.
Per quanto tempo e' erogato? Il reddito minimo di inserimento, di norma viene erogato mensilmente per un periodo massimo di 6 mesi. Se dopo tale periodo la situazione della famiglia non dovesse essere migliorata, deve essere presentata una nuova domanda.
Un esempio di quanto spetta. Lo stato di bisogno della famiglia viene calcolato partendo dall'importo base e tenendo presente il numero dei componenti: il nucleo familiare. L'importo base per il calcolo del reddito minimo di inserimento viene adeguato all'inflazione a gennaio di ogni anno. Per l'anno 2004 ad esempio ammontava a 359,00 euro mensili per una persona in comunita' alloggio, 430,00 se vive da sola, 595,00 per due persone, 746,72 per tre, 893,91 per quattro persone.
A chi è destinata la legge? E' destinato a disoccupati, inoccupati e precariamente occupati tra i 30 anni, compiuti, ed i 44 anni iscritti, il requisito relativo permane fino al giorno prima del compimento del 45esimo anno, iscritti presso i centri per l'impiego, che siano residenti residenti da 24 mesi nella regione dove fanno domanda e abbiano un reddito annuo inferiore ad 8000 euro e non abbiamo maturato i requisiti per il trattamento pensionistico.
Dove si trovano i moduli per fare la richiesta. Presso i Comuni capofila del distretto socio sanitario cui appartiene il Comune di residenza, per la città di Roma, presso i municipi in cui si è residenti e negli uffici di Poste Italiane .
Dove si consegnano le domande?Una volta compilato il modulo, questo va consegnato direttamente a mano oppure spedito con raccomandata con ricevuta di ritorno al Comune capofila del distretto socio sanitario cui appartiene il Comune di residenza e, per i soli residenti del Comune di Roma, al Municipio di appartenenza. Alla domanda deve essere allegata (come indicato nel modello stesso) fotocopia del documento di identità.
Una volta presentata la domanda cosa succede?Le domande sono ripartite su base provinciale e le Province pubblicheranno nei propri siti web istituzionali e nei propri albi pretori gli elenchi provvisori di coloro che saranno ammessi a recepire il reddito minimo garantito.
Quanto tempo ci vuole? Decorsi quindi 15 giorni dalla pubblicazione degli elenchi provinciali degli ammissibili verranno pubblicate graduatorie provvisorie per 10 giorni. Eventuali ricorsi verranno esaminati nei 5 giorni successivi decorsi i quali verrà pubblicata la graduatoria definitiva e la provincia comunicherà ai richiedenti ammessi l'eventuale concessione del beneficio e l'ammontare
Sono attribuiti punteggi ulteriori per i carichi familiari, per i disabili, per i soggetti in emergenza abitativa e per i disoccupati di lungo periodo con oltre 24 mesi di iscrizione ai Centri per l'Impiego.

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La Legge 162 del 21 maggio 1998

Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 104, concernenti misure di sostegno in favore di persone con handicap grave

Con la Legge 162 del 21 maggio 1998 “Modi¬fiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 104, concernenti misure di sostegno in favore di persone con handicap grave”, lo Stato italiano ha compiuto un passo enorme nella legislazione nazionale affermando, in modo esplicito, il diritto delle persone disabili a gestire in prima persona i finanziamenti che vengono loro assegnati e i loro assistenti personali, cioè il diritto a vivere una vita indipendente. In particolare, la legge in esame è finaizzata a:

  • promuovere il diritto a una vita indi¬pendente delle persone con disabilità permanente e grave limitazione dell’autonomia personale e agevolare la loro piena integrazione nella famiglia, nella scuola, nella società;
  • prevenire e rimuovere le condizioni in¬validanti o che impediscono lo sviluppo della persona umana, perseguire il reucpero funzionale e sociale, superare stati di emarginazione e di esclusione sociale;
  • sostegno alla famiglia nel suo compito fondamentale di educazione e di cura, garantire così a tutti, cominciando dai bambini, il diritto vitale di vivere e crescere in famiglia, luogo naturale e sociale privilegiato per la crescita e lo sviluppo;
  • migliorare la qualità della vita della persona con disabilità e delle loro famiglie;
  • favorire l’inclusione sociale e la deistituzionalizzazione con riduzione drastica dei costi sociali, costi nettamente inferiori per gestire il servizio di aiuto alla persona confrontato con ogni tipo di istituzionalizzazione;
  • la creazione o il rafforzamento della rete dei servizi intorno alla persona e il col¬legamento fra essi (comunità, scuola, sanità, ecc.);
  • centralità e promozione della famiglia e di servizi “umanizzati”, con piani personalizza¬ti, che tengono conto delle caratteristiche e delle esigenze specifiche di ogni persona con disabilità, che prevedono anche la possibilità della “scelta” dell’operatore da parte dell’interessato e/o della sua famiglia.
  • I piani consistono in interventi socio-assistenziali quali assistenza domiciliare e assistenza educativa.
    La Sardegna ha attuato (tra le prime regioni d’Italia) la legge 162/98 in modo fortemente innovativo, offrendo una pluralità di risposte alle famiglie che hanno nel loro ambito un componente con disabilità, promuovendo interventi domiciliari assi¬stenziali (cura della persona e della casa), interventi per l’integrazione sociale (tempo libero, lavoro, formazione), interventi per l’accessibilità e la mobilità (trasporto, accompagnamento) interventi di accoglienza in centri diurni nonché interventi fortemente personalizzati progettati dalla famiglia insieme agli operatori professionali e sulla base di esigenze e di risposte assistenziali definite congiuntamente. I piani personalizzati sono finanziati dalle regioni attraverso i Comuni.

I soggetti interessati devono presentare apposita domanda al Comune di residenza che predispone il progetto con la parteci-pazione del disabile e dei suoi familiari. I piani personalizzati possono essere gestiti dal Comune con due modalità:

  • in forma diretta, fornendo direttamente il servizio ai beneficiari;
  • in forma indiretta, qualora il contratto con gli operatori che espletano il servizio sia stipulato dal beneficiario o dai familiari.

Annualmente il Comune invia, su supporto informatico, i dati di sintesi dei piani perso¬nalizzati con relativo punteggio all’Asses¬sorato dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza sociale; il quale, in base ai dati ricevuti, predispone la graduatoria ed assegna i finanziamenti con delibera di Giunta regionale. Successivamente l’Assessorato comunica ai comuni interessati i progetti finanziati e l’importo assegnato. Il punteggio complessivo viene attribuito in relazione ad alcuni fattori oggettivi quali:

  • l’età anagrafica;
  • l’età di insorgenza dell’handicap grave;
  • il carico familiare;
  •  la condizione psico-fisica;
  • servizi di cui il disabile fruisce;
  • particolari situazioni di disagio della fa¬miglia.

Sono escluse le persone la cui disabilità deriva da patologie strettamente connesse ai processi di invecchiamento.
In attuazione di quanto previsto dalla normativa statale secondo cui, in materia di accesso alle prestazioni sociali in caso di handicap grave e permanente il riferimento al reddito non deve avvenire in base ai dati finanziari del “nucleo familiare” occorrendo, piuttosto, considerare la “situazione econo¬mica del solo assistito” (cfr. d. lgs. 109/98 art. 3, 2° comma ter, aggiunto con d. lgs. 130/00), il TAR Sardegna, con ordinanza del 13 maggio 2009 n°00195/2009 Reg. Ord. Sosp., si è pronunciato espressamente al fine di garantire che non vengano esclusi dall’accesso al finanziamento dei piani personalizzati le persone con disabilità gravi che superano il tetto massimo di reddito considerando i dati finanziari del nucleo familiare di appartenenza.

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