Venerdì 23 Giugno 2017
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INPS – Assegno ordinario di invalidità lavorativa

L’assegno ordinario di invalidità lavorativa (IO) viene riconosciuto ai lavoratori dipendenti, parasubordinati e autonomi, che siano iscritti all’assicurazione generale INPS.
I lavoratori devono essere affetti da una infermità permanente di natura mentale o fisica tale da essere causa di una riduzione permanente di due terzi della capacità lavorativa in occupazioni confacenti alle attitudini del lavoratore.
Le condizioni sanitarie vengono accertate dai medici delle Sedi INPS.

Una volta riconosciuta l’infermità invalidante, l’assegno ordinario viene riconosciuto per tre anni. Su domanda dell’interessato e accertamento della permanenza dello stato invalidante, l’assegno può essere confermato per altri due periodi di tre anni. Dopo il terzo riconoscimento consecutivo, l’assegno ottiene una conferma definitiva.
L’assegno viene concesso anche se si continua a lavorare. In questo caso ogni anno il lavoratore viene sottoposto a verifica sanitaria. La domanda di revisione può essere presentata anche dall’interessato.

Per richiedere l’assegno ordinario di invalidità è necessario essere assicurati presso l’INPS da almeno 5 anni, contare su un’anzianità contributiva pari ad almeno 5 anni (260 contributi settimanali), dei quali almeno tre anni (156 contributi settimanali) siano stati versati negli ultimi cinque anni.

L’assegno ordinario di invalidità è incompatibile con l’indennità di mobilità (rimane la facoltà di opzione del trattamento più favorevole), e i trattamenti di disoccupazione.
L’assegno, non è inoltre cumulabile con le rendite vitalizie erogate dall’INAIL in caso di infortunio sul lavoro o malattia professionale, o con le provvidenze per invalidità civile, se è riferito alla stessa causa.

I periodi in cui il lavoratore ha fruito dell’assegno (se non ha contributi da lavoro), viene considerato utile per il raggiungimento del diritto alla pensione di vecchiaia. Con il raggiungimento dell’età pensionabile, l’assegno viene trasformato in pensione di vecchiaia, purché l’interessato possegga i requisiti contributivi previsti.

La domanda per l’assegno ordinario di invadilità va inoltrata alla sede INPS competente per via telematica.

Si consiglia, per queste pratiche e per un valutazione preliminare, di appoggiarsi ad un patronato sindacale che potrà anche effettuare un calcolo della possibile pensione.
Nei casi in cui le domande siano rigettate è possibibile presentare ricorso entro 90 giorni dalla comunicazione del rigetto. Il ricorso va presentato al Comitato Provinciale INPS; anche in questo caso si suggerisce di appoggiarsi ad un patronato sindacale.

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